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Feste di fine anno: tedeschi e austriaci pronti all’assalto di Jesolo

Fioccano le prenotazioni per gli alberghi della costa. I dati di Apindustria di una stagione record per il turismo  

JESOLO . Numeri record per il turismo, il Veneto Orientale con le sue spiagge arriva subito dopo Venezia e con 32 milioni di presenze è ai primi posti in Italia. E l’allungamento stagionale sta diventando realtà in città come Jesolo. Apindustria Venezia, con il presidente del mandamento jesolano, Roberto Dal Cin, ha evidenziato come stiano arrivando tantissime richieste di prenotazione prevalentemente da Austria e Germania per visite guidate non solo per andare a Venezia, ma per passare proprio nel litorale le festività di Natale e Capodanno.

«Con offerte un tempo inusuali tra villaggi di Natale, presepi di sabbia, feste organizzate per la notte di San Silvestro, giovani e vivaci», dice Dal Cin, «la domanda si è risvegliata. Le camere, anche in alberghi di livello, sono accessibili a prezzi contenuti proprio per favorire questo tipo di sviluppo».

Apindustria ha analizzato i dati oggi disponibili e si prepara a lanciare nuove iniziative di promozione per il Veneto e soprattutto la costa veneziana. Oltre 17 milioni di arrivi e 63 milioni di presenze turistiche annue venete, delle quali la metà arrivano sulla costa veneta da Jesolo a Bibione, Eraclea, Caorle, Cavallino Treporti fino a Chioggia, con percentuali di progressiva crescita di anno in anno. Di questi, ammonta a sei milioni il numero di quelli italiani (tornati a crescere, dopo anni di calo di presenze) e a undici circa quello degli stranieri. Le città d’arte, in generale, stanno vedendo in questi anni una crescita quasi del 20%. L’area Veneziana è quella che registra, storicamente, maggiori presenze. Oltre alle spiagge c’è anche l’immediato entroterra.

«È in questo contesto che si inserisce la peculiarità dell’area del Veneto Orientale con e sue spiagge, terra strategica e ricca di enormi risorse ambientali, geografiche, culturali, enogastronomiche, sportive», afferma Adriano Peretti, presidente del mandamento di Apindustria Venezia, «lo scopo della nostra partecipazione al bando regionale sul cicloturismo è, infatti, proprio dare seguito con concretezza alle esigenze che il turista cerca e richiede per il nostro territorio, soprattutto quello di provenienza straniera. Cerchiamo soluzioni sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale, mettendo in rete i vari attori in campo, ovvero le amministrazioni comunali, le Associazioni di categoria, i Gal».

Si sceglie il Veneto perché c’è Venezia (45%), poi una motivazione non legata alla vacanza, ma al lavoro, studio o cure mediche. E naturalmente le destinazioni balneari e quindi le ferie estive (14,3%), con un 12% che riguarda i fiumi e laghi, mete ambite, caratteristiche, e in progressiva scoperta. «A sostegno della bontà della direzione che la nostra associazione vuole prendere», aggiunge Roberto Dal Cin, «è la ripresa del turismo domestico, in parte riconducibile alle condizioni di generale di crisi economica che ha ridotto le lunghe e più costose trasferte estere, a fronte di un turismo più immediato e di prossimità, cosiddetto mordi e fuggi».

Il direttore di Apindustria Venezia Pier Olando Roccato parla di percentuali in aumento soprattutto degli stranieri, con punte fino al +3,5% per i provenienti dalle zone extraeuropee (Stati Uniti +12% e Giappone +3,3%).

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