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PORTOGRUARO 

Sette mesi a furbetto del cartellino

Guardiano del museo si assentava durante l’orario di lavoro

PORTOGRUARO. Il guardiano del museo era un “furbetto del cartellino”: per questo ieri la giudice monocratica Savina Caruso ha condannato a 7 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) e 350 euro di multa il portogruarese Ruggero Orlando, 64 anni, originario di Montebelluna, accusato di truffa aggravata perché compiuta ai danni dello Stato e già recidivo. I 14 episodi contestati all’imputato dal pubblico ministero Massimo Michelozzi risalgono al periodo tra agosto e novembre 2006, quando Orlando lavorava come addetto al servizio di accoglienza dei visitatori al Museo nazionale Concordiese di Portogruaro, assunto dal Ministero per i Beni e le attività culturali da cui dipende la Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto.

Le indagini a carico di Orlando avevano accertato, come riportato nel capo di imputazione, che il lavoratore timbrava i cartellini marcatempo di ingresso e uscita e la conseguente avvenuta prestazione di lavoro nell’intero lasso di tempo compreso tra i corrispondenti orari rilevati, ma si assentava in assenza di autorizzazione senza procedere a ulteriori timbrature in corrispondenza di uscite e rientri. Per fare ciò, «apponeva e toglieva dai cartellini pezzi di nastro adesivo per alterare le timbrature», è stato ricostruito nel capo d’imputazione, inducendo così in errore il Ministero sulla sua presenza al Museo in via Seminario e sull’effettiva prestazione di lavoro. L’ingiusto profitto
è rappresentato dalle quote di stipendio percepite da Orlando, pur non essendo stato al lavoro.

Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni. Orlando potrà impugnare la sentenza davanti alla Corte d’Appello per provare a ottenerne la riforma.

Rubina Bon

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