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Premi da restituire anche in tredici rate

Venezia. Comunali arrabbiati e delusi, opposizioni all’attacco di Romor: «Chi ha denunciato merita encomio»

VENEZIA. I 426 mila euro delle idee vincenti, distribuiti dalla giunta Brugnaro a 697 dipendenti, vanno restituiti e il Comune, in una lettera ai dipendenti che hanno percepito quel compenso errato, secondo la Procura della Corte dei conti, comunica che sono chiamati a restituirli a rate. Un pessimo regalo di Natale ad una parte dei comunali.

Per gli importi fino a 100 euro è prevista una unica soluzione. Per gli importi fino a 250 euro si propongono 3 rate mensili; per le somme fino a 500 euro in sei rate mensili e per gli importi fino a mille euro, le rate proposte sono nove. Oltre i mille euro percepiti, la proposta è di rientro in 13 rate mensili. Il servizio Bilancio del personale e gestione stipendi, si legge nella lettera, è a disposizione per «valutare particolari situazioni individuali, con diversa rateazione». La lettera ai comunali inizia con un ringraziamento che lascia, visto come sono andate le cose, l’amaro in bocca: «Si coglie l’occasione per ringraziarla di aver creduto nell’istituto premiale innovativo delle idee vincenti», si legge.

Di certo ieri in Comune, tra Venezia e Mestre, il clima era di insoddisfazione e rabbia tra chi è chiamato a restituire le somme dopo aver tentato, partecipando, di rifarsi dei tagli del passato (circa 200 euro) a stipendi che per la maggioranza non sono certo «d’oro». Si arrabbiano anche i colleghi che in quella opportunità non avevano creduto. Un dipendente scrive al nostro giornale: «Chi non aveva partecipato, non è stato contento ed il tiro mancino è stato considerato, palesemente, un'ingiustizia ed era parso altrettanto evidente, se si è dotati di buon senso, che pure la scelta di utilizzare dei fondi delle tasse dei cittadini a proprio piacimento non era corretta: è stato logico il ricorso alla Corte dei Conti da parte di alcuni sindacati e non una colpa», spiega. Ma, continua, «la responsabilità non può ricadere sul dipendente che ora si ritrova a restituire il compenso, quasi accusato di essersene appropriato scorrettamente. A rispondere dev'essere il politico di turno e pure quei dirigenti comunali che hanno supportato amministrativamente questa scelta scellerata, che dovrebbero essere chiamati a sborsare di proprio pugno l'ammanco sottratto. Solo toccando il portafoglio di politici e dirigenti delle amministrazioni pubbliche si eviterebbero situazioni paradossali come questa». E le opposizioni a Ca’ Farsetti scalpitano. «Quando inizieranno ad assumersi le loro responsabilità davanti ai cittadini?», dice, critico, il capogruppo Pd Andrea Ferrazzi. Ottavio Serena, del gruppo Misto, attacca l’assessore Romor per le critiche alla Fp Cgil: «Una brutta storia, iniziata male e finita peggio che dovrebbe essere chiusa con meno scalpore possibile ammettendo l’errore e, magari, chiedendo scusa. E, invece, l’assessore Romor emette un comunicato rivolto ai dipendenti comunali che dichiara che “purtroppo”, qualcuno ha presentato un esposto alla Corte dei Conti». Per Serena si tratta invece «di una doverosa denuncia di un comportamento censurabile che riguarda l’uso valutato illegittimo di risorse pubbliche. Chi ha fatto l’esposto si merita l’encomio e non di essere additato come quello che ha impedito l’elargizione di somme importanti». Il consigliere conclude con amarezza: «Romor è avvocato e non può non conoscere il significato della parola illegittimo" (...). Affermare che "purtroppo" qualcuno ha sporto denuncia ed ha avuto ragione corrisponde a bestemmiare nella Città che del rispetto delle regole ha sempre fatto un vanto tanto da adottare il primo sistema di denunce anonime». (m.ch.)