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«Per noi non aprirà nessun impianto»

La replica del presidente del Comitato Roberto Rossi. Il vicesindaco: dubbi sull’iter autorizzativo

CHIOGGIA. «Per noi nel 2018 non ci sarà alcun impianto pronto ad aprire». Il comitato No Gpl risponde ai vertici di Socogas e Costa Bioenergie e contesta l’annuncio che nel 2018 l’impianto sarà operativo. «Ci sono troppi punti di domanda a cui non hanno risposto», precisa il presidente dei No Gpl, Roberto Rossi, «ci sono cause, anche penali, aperte e punti oscuri sull’iter. Per dirne solo uno la banchina su cui dovranno attraccare le gasiere è sotto sequestro. Anche che venga dissequestrata, la Corte dei conti dovrà chiarire come una banchina di un centinaio di metri, costata un’ingente somma di denaro pubblico, possa essere “affittata” per pochi metri alla ditta, lasciando la restante parte di fatto inutilizzata perché nessuna nave mercantile potrà ormeggiare a pochi metri dall’impianto per ovvie ragioni di sicurezza».

Il comitato contesta anche l’impossibilità di rientrare dal corposo investimento già fatto su Punta Colombi (18 dei 25 milioni di euro complessivi). «La spesa maggiore è quella dei tre bomboloni», spiega Rossi, «quelli possono essere spostati in un altro sito che risulti idoneo a questo tipo di attività. Ci siamo anche resi disponibili a proporre al Governo una defiscalizzazione per la ditta per un certo numeri di anni in modo che possa rientrare della restante parte dell’investimento».

Obiezioni anche sulla compatibilità dell’impianto con le altre attività. «Inutile che la ditta mostri che in altri siti impianti del genere convivono con il porto commerciale», precisa Rossi, «si tratta di scali che hanno caratteristiche molto diverse dalle nostre. Hanno canali di navigazione separati, distanze importanti dai centri abitati e vie di accesso veloci in caso di incidenti. Da noi se la gasiera dovesse avere un problema il canale di accesso non permette nemmeno che possa girarsi. Quando nel nostro porto entreranno le gasiere, tutte le altre imbarcazioni dovranno fermarsi».

Perplessità anche da parte dell’amministrazione comunale. «I nostri dubbi sull’iter autorizzativo rimangono tutti», spiega il vicesindaco, Marco Veronese, «punti neri che ci hanno spinto a presentare esposti in Procura e alla Corte dei conti e che
abbiamo ben esposto nella memoria difensiva del ricorso al Tar. Siamo anche indignati che la ditta venga a Marghera a dare spiegazioni visto che più volte l’abbiamo invitata a presenziare in Consiglio comunale per rispondere all’intera città».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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