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la nuova Naspi  

Stagionali in fila ai Centri per l’impiego

La Fp-Cgil denuncia: «Il personale non è sufficiente per assistere i disoccupati»

In Veneto è la provincia di Venezia ad avere il più alto numero di contratti di lavoro stagionale (a termine), legati ai flussi turistici diretti in centro storico e nelle affollate spiagge del litorale (da Sottomarina al Cavallino, da Jesolo, a Bibione) e sulle montagne del Cadore che occupano in totale circa 20 mila lavoratori. Alla scadenza del contratto stagionale, dopo l’entrata in vigore del Jobs Act questi lavoratori devono presentarsi ai Centri per l'Impiego (i Cpi, gli ex uffici di collocamento) per presentare la domanda all'Inps per ottenere la nuova indennità di disoccupazione che ora si chiama Naspi e firmare il "Patto di servizio" deve quindi per la ricerca di una nuova occupazione e frequentare i corsi di formazione professionale per non perdere l’assegno della nuova Naspi, finché dura.

Ma anche quest’anno, come l’anno scorso, i sette Centri per l'impiego del veneziano – passati sotto il controllo della Regione Veneto dopo l’abolizione della Provincia – fanno molta fatica a smaltire in tempi celeri le pratiche relative a migliaia di disoccupati stagionali. «Anche quest’anno i lavoratori dei centri per l’impiego sono stati sottoposti a continue pressioni, difficoltà ed estensione della loro permanenza al lavoro proprio per far fronte alle difficoltà e alle carenze che denunciamo da anni» commenta il segretario del sindacato Fp -Cgil veneziana, Daniele Giordano «Il Centro per l’impiego di Mestre in via Forte Marghera, in particolare, per diverse giornate a novembre ha visto decine di persone accalcarsi sin dalle prime ore dell’alba in attesa dell’apertura del centro con condizione climatiche avverse che rischiano di esporre le persone anche a rischi per la salute».

«È necessario che la Regione attui, con le sue strutture e in modo chiaro» conclude Giordano «tutte le direttive alle proprie strutture e ridefinisca urgentemente la calendarizzazione del riordino della funzione del
mercato del lavoro, presentata nel mese di settembre, oggi arenata in commissione. Da parte nostra, come Funzione Pubblica della Cgil chiediamo l’immediato passaggio del personale in Regione per un rilancio delle politiche attive o lo sciopero del personale sarà inevitabile».



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