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Senza gli incentivi del Jobs Act, vince il tempo determinato

I Dati dell'Osservatorio Venetod el Lavoro

I posti di lavoro disponibili crescono, ma con condizioni contrattuali a termine, ben diverse dal passato. Nel giro degli ultimi due decenni il rapporto tra assunzioni e rapporti di lavoro con...

MESTRE. I posti di lavoro disponibili crescono, ma con condizioni contrattuali a termine, ben diverse dal passato. Nel giro degli ultimi due decenni, il rapporto tra assunzioni e rapporti di lavoro con contratti a tempo indeterminato (il cosiddetto posto fisso) in netta prevalenza e una minoranza a tempo determinato (in genere solo gli stagionali) è stato ribaltato dall’avvento di nuove tipologie di contratto di lavoro introdotte da apposite leggi – più precarie e, comunque, valide per un periodo temporale determinato, eventualmente rinnovabile – e dalla fine degli sgravi fiscali e contributivi previsti dal Jobs Act che, però, dovrebbero ritornare in vigore prossimamente con la legge finanziaria appena approvata dal Parlamento.

Infatti, a trainare la crescita dell'ultimo anno anche nel veneziano sono soprattutto i contratti a tempo determinato (+6.475) con una data di assunzione per un tempo ben preciso di durata ma non superiore a trentasei mesi ed è prorogabile, con il consenso del lavoratore e nei limiti della durata massima prevista (36 mesi), fino a un massimo di cinque volte, indipendentemente dal numero dei rinnovi. In crescita veneziano sono, a settembre di quest’anno, anche le assunzioni con un contratto di apprendistato (+ 955) che prevede un periodo di formazione iniziale al termine del quale, in accordo tra le parti, il contratto di apprendistato si trasforma in contratto a tempo indeterminato. Le nuove regole sull’apprendistato, in vigore anche per il 2017, sono contenute nel Jobs Act.

In misura più ridotta è sceso anche il ricorso al lavoro somministrato (+180) che si caratterizza per il coinvolgimento di tre soggetti: un'agenzia per il lavoro (somministratore/interinale); un'impresa, un professionista o, come nel caso di somministrazione di lavoratori domestici, un privato cittadino che utilizza le prestazioni di un lavoratore. AL contrario, i contratti a tempo indeterminato che un tempo rappresentavano la stragrande maggioranza delle tipologie di contratto applicate dalle aziende e dai enti privati e pubblici.

Nel trimestre giugno-settembre di quest’anno i contratti a tempo indeterminati sono diminuiti (-275), a fronte dei due anni precedenti (+1.885 nel 2015 e +4.405 nel 2016) in cui erano in vigore gli incentivi del Jobs Act. (g.fav.)