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Ripresa economica: nel Veneziano occupazione in crescita, ma il posto di  fisso resta un sogno

Dopo gli anni “neri” della crisi il saldo tra assunzioni e cessazioni torna positivo Trend positivo in tutti i mandamenti della provincia, soffre soltanto Chioggia

MESTRE. Dopo gli anni “neri” della crisi economica e finanziaria internazionale, iniziata alla fine del 2008, l’occupazione continua a migliorare anche nel veneziano il trend positivo registrato dall’Osservatorio dell’Agenzia Veneto Lavoro in quasi tutti i settori lavorativi, a cominciare da turismo e servizi alle persone e alle imprese e con l’esclusione dell’edilizia ancora in pesante crisi. Tutto ciò nonostante il terzo trimestre dell’anno (giugno-settembre) sia tradizionalmente caratterizzato da saldi negativi tra le assunzioni di lavoratori nelle aziende e cessazioni (dimissioni o licenziamento) dovuti alla chiusura di numerosi contratti di lavoro a termine per la fine della stagione estiva che a Venezia e ne litorale risente fortemente di flussi del turismo nazionale e internazionale.

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Più assunzioni. La variazione tendenziale annualizzata (saldo degli ultimi dodici mesi) tra assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro continua ad essere positiva con un +7. 335 posti di lavoro a Venezia e in provincia, anche se con una netta prevalenza di contratti a tempo determinato. Il saldo positivo è più evidente nel comune di Venezia (+3.735 posti di lavoro), seguita da Portogruaro (+1. 180) e San Donà (+1.130), Dolo (+680) e Mirano (660), mentre a Chioggia resta negativo (-55) seppure di poco.

Confrontando questi dati con quelli degli anni precedenti è evidente che dal 2009, l’anno più “nero” della crisi, risulta evidente l’inversione di tendenza che ha portato da un saldo negativo tra assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro dipendente pari a – 2. 130.



Il giro di boa. L’inversione di tendenza è stata progressiva, infatti il saldo negativo ha cominciato a ridursi passando ai –360 occupati del 2011 e i –705 occupati del 2013, si è gradualmente passati al segno positivo: +940 del 2015 per lievitare a + 5. 700 occupati nel 2016, l’anno del “giro di boa” grazie all’entrata in vigore delle nuove regole e agevolazioni fiscali del “Jobs act”, fino ai 7.335 di quest’anno.

Gli altri segnali positivi. La conferma che la ripresa economica si sta stabilizzando viene anche da altri segnali economici, a cominciare dal netto miglioramento delle prospettive di crescita sia su base nazionale che regionale registrate in base all’andamento del prodotto interno lordo (Pil). Il dato del Veneto (Pil +1,4%, in rialzo) vanta a Venezia un Pil che va dal 2 a più del 3%, trainato – secondo gli analisti di Veneto Lavoro – dalla ripresa degli investimenti fissi lordi (stimati al +3,3%), oltre che dalla performance positiva dell’export (+2,7%) che nel veneziano è particolarmente spiccata e della spesa per i consumi primari e non delle famiglie (+2,8%). Al 30 settembre 2017, i disoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego della provincia di Venezia risultano essere 54.540 (a inizio anno erano quasi 60 mila), in prevalenza donne (55%) e con una consistente percentuale di stranieri (26%). La maggior parte dei disoccupati sono adulti con più di 18 anni (55%), rispetto a un 25% di giovani under 30 e a un 20% di over 55, con una distribuzione territoriale sostanzialmente equilibrata a livello regionale.

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