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studenti contro la regione 

«Più fondi alla scuola, non ai presepi»

VENEZIA. Un presepe vivente si è materializzato questo pomeriggio sotto il palazzo della Regione Veneto in fondamenta Santa Lucia. Preparativi del Natale ormai alle porte? Tutt’altro. È il flash mob...

VENEZIA. Un presepe vivente si è materializzato questo pomeriggio sotto il palazzo della Regione Veneto in fondamenta Santa Lucia. Preparativi del Natale ormai alle porte? Tutt’altro. È il flash mob “irriverente” con cui la Rete degli studenti medi di Venezia Mestre ha espresso dissenso verso la mozione numero 285 (a firma di Stefano Casali e Andrea Bassi di Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà) approvata dal Consiglio regionale che destina una parte dei fondi dell’istruzione alla realizzazione dei presepi negli istituti veneziani per l’anno scolastico 2018/2019. Come hanno recentemente dichiarato i due firmatari, la mozione risponderebbe all’esigenza di salvaguardare i valori civili e culturali su cui si fonda la nostra società, messi a repentaglio dal multiculturalismo.

Ancora sconosciute le cifre per la realizzazione dei presepi, certo è che i soldi sarebbero attinti dal fondo regionale destinato all’istruzione. Una decisione contestata dal drappello di studenti, secondo i quali altre sono le priorità. «Prima dei presepi» ha scandito col megafono Rachele Scarpa, rappresentante della Rete «vengono gli edifici scolastici che cadono a pezzi». Una protesta preceduta nei giorni scorsi da un tam tam fotografico sulla pagina Facebook della Rete: un centinaio di ragazzi e ragazze a mani giunte che rivolgono una preghiera alle istituzioni regionali. «Ci rivolgiamo a Zaia e all’assessore Donazzan» continuano gli studenti, «perché facciano un giro nel paese reale, dove ci sono urgenze concrete, e non continuino a investire in settori che fanno comodo solo al loro tornaconto elettorale».

Tra gli esempi riportati durante il flash mob, anche i recenti casi degli istituti di Mirano con le proteste dei liceali per problemi legati agli edifici scolastici. Gli studenti, oltre a richiamare il principio di laicità della scuola pubblica, hanno anche sottolineato l’urgenza di investire più soldi nell’edilizia
scolastica, ritenendo insufficienti i fondi finora erogati. Nello specifico, gli studenti non si accontentano dell’incremento da 1, 5 a 1, 7 milioni di euro previsti nel fondo destinato all’istruzione per la manutenzione degli immobili scolastici.

Eugenio Pendolini

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