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La Safilo lascia a casa 69 lavoratori precari protestano i sindacati

Santa Maria di Sala. La Cgil invita gli altri 640 dipendenti alla mobilitazione: «Non devono rimanere indifferenti»

SANTA MARIA DI SALA. La Safilo di Santa Maria di Sala annuncia che è pronta a scaricare (non confermare) gran parte dei 69 lavoratori precari nella sede salese in via Noalese. La Filctem Cgil invita gli altri 640 dipendenti a tempo indeterminato dell’azienda alla mobilitazione comune contro quelli che di fatto sono dei licenziamenti, previsti per domani mattina. I precari, che saranno spediti a casa, si aggiungeranno ai 36 già scaricati a ottobre dalla Safilo.

«Venerdì scorso l’azienda», spiega Davide Camuccio Filctem Cgil, «ha convocato le Rsu per parlare degli interinali che hanno il contratto in scacenza domani. L’azienda ha prospettato che, per parte dei 69 precari, non ci sarà continuità lavorativa e che tale decisione verrà comunicata singolarmente ai lavoratori precari. Purtroppo, l’azienda non ha voluto specificare il numero di interinali che ha intenzione di non confermare. Riteniamo grave il comportamento dell’azienda. Questo comportamento dimostra l’arroganza con cui si vogliono impostare le pratiche di relazioni industriali, oltre a tradire il dettato contrattuale, che prevede che almeno una volta all’anno l’azienda comunichi la quantità di maestranze alle Rsu. Abbiamo fatto presente all’azienda che è sbagliato verso i lavoratori precari comunicare la prosecuzione del contratto all’ultimo momento. Questi lavoratori meritano di sapere qual’è il loro futuro».

Pesanti le critiche della Cgil. «È inutile», dice Camuccio, « che l’azienda si dimostri dialogante solo sulle cose che a lei fa più comodo, è inutile che si dia un codice etico con informativa ad ogni lavoratore, quando poi alle legittime domande sindacali non viene data risposta. Pensiamo che questo sia un comportamento irresponsabile». La Filctem promette lotta dura. «Continueremo», dice Camuccio, «a monitorare la situazione su conferme e volumi produttivi, e a protestare con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per far fronte a licenziamenti e non conferme. Lanciamo un appello a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Santa Maria di Sala perché non restino indifferenti agli ennesimi licenziamenti di colleghi con cui hanno lavorato per mesi fianco a fianco».

Intanto la situazione resta tesissima alla Ecodreaming di Fossò: «Aspettiamo una risposta
l’11 dicembre», spiega Paolo Dorigo Slai– Cobas., «questi 28 lavoratori meritano delle risposte precise. Se perdono anche la cassa integrazione straordinaria per crisi andremo a o passare il Natale con loro sotto la casa del proprietario Fabio Cavinato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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