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«Navi a Marghera? Lì non ci stanno»

Affollata assemblea dei comitati in sala San Leonardo. «Mobilitazione contro le bugìe, faremo le nostre proposte»

Un incontro urgente con la Capitaneria di porto. Per presentare le proposte dei comitati sulla nuova ordinanza. Manifestazioni e mobilitazione. Perché la soluzione Marghera «non sta in piedi».

Sala strapiena ieri sera a San Leonardo, per la riunione dei comitati «No Grandi Navi-Laguna Bene comune», dopo il Comitatone che ha lanciato come alternativa al passaggio delle navi davanti a San Marco, la soluzione Marghera. Un lungo dibattito e alla fine la decisione: un incontro con la Capitaneria. «Porteremo le nostre proposte», dice Armando Danella, «vogliamo siano ridotte le stazze rispetto alle 96 mila attuali, ma anche i fumi e il numero degli accosti».

In prima fila i parlamentari Felice Casson e Davide Zoggia, Tommaso Cacciari, poco più indietro Cesare De Piccoli, presentatore del progetto Lido, il grillino Luciano Claut. Ma ci sono tanti cittadini, consiglieri di Municipalità, associazioni. «Da anni diciamo che a Marghera le grandi navi non ci stanno», esordisce il portavoce del comitato Luciano Mazzolin, «c’è anche un parere negativo della Conferenza dei Servizi e della Capitaneria. La larghezza di quel canale a Marghera è di 80 netri, le nuove navi sono larghe 40». Sullo schermo scorrono le immagini di un breve video realizzato dal comitato. Danella in macchina illustra i luoghi della zona industriale dove è prevista la nuova Stazione Marittima. «Terreni privati», dice, «tutti da bonificare».

L’affondo arriva da Andreina Zitelli, docente Iuav ed esperta di Valutazione di Impatto ambientale: T«ante le bugìe che ci hanno raccontato», dice, «la più grande è quella di aver comparato progetti. Non è così. Nell’Analisi multicriteria presentata dall’Autorità portuale di Musolino si ammette che gli altri non sono progetti ,ma solo scenari. Quattro di questi riguardano Marghera, con aree già occupate. In testa alla classifica alla fine compare la banchina del canale Industriale Nord sponda Nord. Si è fatto di tutto per escludere l’unico progetto concreto, che ha avuto il via libera della commissione Via. Cioè quello del Lido». De Piccoli sorride soddisfatto. Conferma di aver presentato carte e progetti al Tar. Perchè la procedura è illegittima. E «sono tante le stranezze della riunione presieduta da Delrio». Ma anche il passaggio delle navi in canale della Giudecca, che può essere concesso solo se si è individuata la via alternativa, come prevede il decreto Clini Passera del 2012. In realtà l’alternativa ancora non c’è. E i progetti Contorta, Tresse 1 e Tresse 2 sono stati ritirati.
Casson ricorda l’ordine del giorno del Senato che aveva stabilito di mettere a confronto tutti i progetti. La protesta non è finita. «Con queste decisioni», dicono gli esponenti dei comitati, «le navi a Sa Marco rischiamo di tenercele per sempre».

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