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Tassa di soggiorno, insorge Spiagge Venete

Il presidente Schiavon attacca i sindaci della costa: «Aumenti spropositati e non ci hanno avvisato»

BIBIONE. Tassa di soggiorno, oggi a Chioggia il confronto tra i sindaci della costa e gli albergatori di Spiagge Venete. Da una parte l’associazione dei sindaci della costa veneziana e, dall’altra, seduti allo stesso tavolo, l’associazione Spiagge Venete che riunisce gli imprenditori del turismo, presieduta dall’albergatore jesolano, Massimiliano Schiavon, vice presidente di Federalberghi Veneto ed ex presidente Aja.

Intanto, tutti i sindaci del litorale si sono trovati, chi prima e chi dopo, ad annunciare gli aumenti per la prossima stagione. Il primo è stato quello di Jesolo, Valerio Zoggia, che vuole introitare un milione e 800 mila euro in più rispetto ai circa 3 milioni di quest’anno. Conferme di aumento anche per Cavallino Treporti, Caorle ed Eraclea Mare. A Bibione i toni dello scontro sono stati molto aspri. Il sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione è Pasqualino Codognotto, che è anche il coordinatore dei sindaci della costa veneziana. In Consiglio comunale è stato duramente attaccato da Giorgio Vizzon, consigliere di opposizione ed ex sindaco. A Bibione si annunciano aumenti da uno a due euro, da 50 centesimi a un euro, a seconda che si tratti di alberghi o appartamenti. In media il doppio se non di più.

Vizzon ha lamentato la difficoltà di accedere agli atti relativi all’imposta di soggiorno, le 248 pagine avute solo poco prima del Consiglio, di fatto estraniando le associazioni di categoria che dovevao essere informate e coinvolte. E paventa che i soldi della imposta di soggiorno vengano utilizzati in modo non corretto, magari per far quadrare i conti del bilancio e per spese come le luminarie. Il sindaco Codognotto ha ricordato che a Bibione i soldi della tassa di soggiorno sono impiegati in modo trasparente con tanto di cartellone all’ingresso della località turistica, unica a farlo.

Spiagge Venete con il presidente Schiavon non vuole fare guerre, ma appare determinato a discutere seriamente, facendo valere le posizioni degli operatori del turismo messi al muro con questi aumenti. «Confidiamo ancora che oggi ci sia un confronto e non uno scontro con i sindaci», spiega, «resta il
fatto che la norma sulla tassa di soggiorno prevede che le categoria siano debitamente informate in precedenza e questo non è stato fatto. Ci sono stati aumenti spropositati in tutte le località e su questo faremo chiarezza proponendo anche noi altre tariffe o soluzioni». (g.ca.)

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