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Marghera, il Porto pubblica gli studi

A 24 giorni dal Comitatone il presidente Musolino diffonde l’Analisi multicriteria alla base della scelta in terraferma

Ecco gli studi del Porto che spingono per la soluzione Marghera. Ventiquattro giorni dopo il Comitatone, una settimana dopo la pubblicazione sulla Nuova, l’Autorità portuale ha deciso di rendere pubblica la documentazione presentata al ministro il 7 novembre scorso. Da ieri sono pubblicati sul sito dell’Autorità portuale due studi. Il più importante è l’Analisi multicriteria, redatta da esperti di fiducia del Porto, che stila alla fine la classifica della realizzabilità di sette alternative. Vince l’ipotesi Marghera, che infatti è stata quella lanciata al Comitatone come la «soluzione per le grandi navi per togliere le navi da crociera da San Marco».

Insieme all’analisi è da ieri pubblicato anche lo studio realizzato da un consulente del Porto, il professore di Ca’ Foscari Raffaele Pesenti, sulla capacità del canale Malamocco-Marghera. Infine, la certificazione di qualità, redatta dalla società romana Ditts che certifica la «scientificità» del metodo matematico adottato. Il presidente del Porto Pino Musolino era pressato da giorni, anche con interrogazioni parlamentari e richieste di accesso agli atti, affinché rendesse pubblica la documentazione. Adesso annuncia di avere preso la decisione «sentito il ministero».

«Trasparenza e dialogo», dice, «sono alla base dell’agire di questa Autorità di Sistema Portuale, dopo troppo tempo passato a speculare senza le necessarie informazioni, sul tema della crocieristica a Venezia. Ritengo infatti che solo le decisioni basate su criteri scientifici e analisi approfondite possano portare a scelte consapevoli e di lungo periodo».

Il metodo utilizzato è dunque quello della comparazione delle ipotesi. Punto di partenza è la situazione di mercato da oggi al 2026. Nove anni in cui la tipologìa delle navi da crociera è destinata a cambiare. «Spariranno le navi medio grandi», dice lo studio, «la fascia tra le 60 e le 140 mila tonnellate è destinata a ridursi, drasticamente sostituita da classi maggiori».

Dunque nei prossimi anni saranno costruite 92 navi da crociera, e il 67 per cento sarà sopra le 96 mila tonnellate, il limite di oggi. Molte addirittura sopra le 200 mila, il doppio della Costa Concordia. Allora l’unico posto per ricevere queste grandissime navi sarà Marghera, essendo insufficiente anche l’attuale Marittima oltre che l’ipotesi del terminal al Lido San Nicolò, peraltro scartata dagli esperti portuali e finita all’ultimo posto della classifica.

Marghera (Canale industriale Nord sponda Nord) si piazza in testa nella speciale classifica in tutti i settori. Il costo (62 milioni di euro, contro i 150 del Lido e della Montesyndial, gli 89 di Fusina e i 54 del Molo Sali. Marghera vince, nonostante la distanza notevole di percorrenza dalla bocca di porto, per la vicinanza alle reti di trasporto. Il secondo studio, elaborato dal docente di Ca’ Foscari, sostiene la tesi che nel canale Malamocco-Marghera sarebbe compatibile il passaggio contemporaneo di merci e passeggeri. «È ragionevole concludere», scrive il consulente, «che con l’apertura alla navigazione notturna e con una attenta pianificazione degli arrivi e partenze anche tramite la gestione a convogli, il canale Malamocco-Marghera, da un punto di vista del traffico
è, in condizioni normali, in grado di gestire i movimenti delle grandi navi passeggeri che nel 2016 hanno utilizzato Marittima». Ipotesi che vede opinioni molto diverse. Ma adesso i documenti sono pubblici. E il dibattito scientifico può cominciare.

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