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Il sindaco Panfilio: «Bene le partenze. Conetta deve essere chiusa»

CONA. «Questo fenomeno prima o poi come tutte le cose finirà». Questo il pensiero il sindaco di Cona Alberto Panfilio sulla drammatica questione del sovraffollamento nella base militare di Conetta....

CONA. «Questo fenomeno prima o poi come tutte le cose finirà». Questo il pensiero il sindaco di Cona Alberto Panfilio sulla drammatica questione del sovraffollamento nella base militare di Conetta. Ieri sono iniziati i primi trasferimenti. A lasciare il campo sono stati 12 richiedenti asilo che erano lì da più tempo. E in una settimana 50 profughi saranno sottoposti ad accertamenti psicologici. Già tre i casi più a rischio.

Era stato proprio il sindaco di Cona a proporre che i ragazzi venissero trasferiti non solo in base al criterio della maggiore permanenza sul campo, ma anche in base a quello psicologico.

Sindaco, si sta avverando quello che aveva chiesto Lei? «Sì, però se avessero accettato la mia mediazione fin da subito, sarebbero stati vincitori. Io ho fatto questa proposta per motivi umanitari, a volte il criterio più giusto, come quello cronologico, può essere compensato con quello psicofisico». Come vive ora questa situazione? «Mi rende felice, l’Usl sta facendo valutazioni mediche e psicologiche per poter inserire nella lista dei prossimi trasferimenti le persone più provate, al di là della data di arrivo nell’ex base militare».

Quale, secondo lei sarà il prossimo passo?

«Non dobbiamo fermarci qui, se consideriamo l’ipotesi di una distribuzione diffusa, possiamo arrivare a smaltire Conetta e magari a chiuderla. Io punto a questo». Quali sarebbero le condizioni per chiudere Conetta? «Uno: non deve più entrare nessuno; due: il Governo deve trovare luoghi dignitosi per l’accoglienza che ha deciso di fare». Lei si è sempre scagliato contro le tendopoli. «Le tendopoli vanno bene in Libano, non qui. Non è pensabile che un fenomeno epocale come questo venga gestito in una tendopoli in un paese che si definisce civile. Il Governo deve cercare subito altre soluzioni». Secondo lei potrebbe scoppiare di nuovo una rivolta? «Se la prefettura manterrà quello che ha detto penso di no, penso che all’interno della base si possa creare un clima diverso».
Ora la cooperativa Edeco potrebbe licenziare qualcuno. «Se improvvisamente si dimezza il fatturato di un’azienda, va da sé. È questo il problema: loro pensavano fosse senza fine questo sovraffollamento, e invece le cose stanno andando diversamente».


(Serenella Bettin)

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