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In migliaia per scoprire i segreti delle aziende

“Open Factory” conquista le famiglie. In vaporetto tra i canali del Porto  i grandi progetti a Tessera e Dubai degli architetti dello studio One Works

Cinquanta aziende coinvolte, oltre 20mila partecipanti, contro i 15mila del 2016: sono questi i numeri del successo di Open Factory, opening di turismo industriale e manifatturiero giunto alla sua terza edizione. La maggior parte provenienti dal Veneto, ma per un 10% arrivati da aree non coinvolte dal progetto, come Piemonte, Lazio e Marche. Un pubblico curioso ed esigente, che ha partecipato attivamente ai dibattiti. Platea variegata: tante famiglie, ma anche molti giovani, soprattutto studenti. «Le aziende stanno cercando disperatamente giovani preparati e qualificati» ha sottolinea il curatore Antonio Maconi. E non a caso quest’anno Open Factory ha coinvolto anche alcune scuole secondarie.

Il Porto. Tra le aperture più gettonate, il porto di Venezia. Excursus storico della città: dai traffici con l’oriente della Serenissima, la celebrazione del suo glorioso passato, e un presente che oscilla tra molte incognite e speranze. Il tutto raccontato da Federica Bosello, responsabile della comunicazione, che ha accompagnato i presenti tra i canali portuali. Il porto di Marghera: tra i principali d’Europa, grazie alla sua posizione strategica, crocevia delle maggiori rotte commerciali.

Costruito 100 anni fa, in piena Prima Guerra Mondiale, finanziato dagli stessi gruppi industriali legati alla produzione bellica. Tanti i cambiamenti da allora. E un’attenzione sempre maggiore all’ambiente, tradotta in grossi investimenti economici (negli ultimi 10 anni sono stati spesi 350 milioni di euro).

Proprio Porto Marghera è stato teatro della più grande bonifica d’amianto d’Europa, per la quale ci sono voluti 10 anni. Molte, le realtà industriali che popolano il porto ancora oggi, occupando tra le 13mila e le 16mila persone: soprattutto ingegneri, architetti, esperti di marketing ed economia, verso l’informatizzazione di un lavoro che ormai non ha quasi più niente a che fare con le operazioni manuali che vivono nelle nostre fantasie. Prendiamo la Fincantieri: uno dei maggiori costruttori di navi da crociera. Mercato in continua espansione e argomento molto caldo.

«A Venezia, l’inquinamento dell’aria è causato dalle navi da crociera per l’8% nel picco stagionale e per il 2% in inverno, contro il 40% delle altre città italiane. Da 10 anni le navi devono usare carburante a basso contenuto di zolfo quando entrano in porto», ci dice Bosello. «Quanto alla sicurezza, il canale della Giudecca ha una conformazione a “U” che impedisce alle navi di arrivare a riva: non ci sarebbe pescaggio sufficiente. Qualsiasi porto mostra con orgoglio il passaggio delle navi da crociera nei centri storici delle città. Non quello di Venezia».

One Works. Tra le principali aziende che hanno aperto le porte ai cittadini One Works, studio di architettura nato a Marghera, ma con sedi a Milano, Roma, Londra, Dubai e Singapore. Saranno loro a occuparsi dell’ampliamento dell’aeroporto Marco Polo. Un investimento da 480 milioni di euro per lavori che saranno conclusi nel 2027. Obiettivo, l’incremento del numero dei passeggeri: dai 10 milioni attuali ogni anno a 15 milioni. Quindi, la costruzione di due nuove ali: una per il traffico Schengen (tra il 2020 e il 2025) e una, a sud, per il traffico extra Schengen. Lavori in sintonia con ulteriori ampliamenti dell’aeroporto e a cui si aggiunge il progetto (promesso da anni) di una stazione ferroviaria dentro al terminal. Quella di One Works è una scommessa vinta sotto ogni profilo: 160 i lavoratori nelle varie sedi, che hanno permesso allo studio di diventare la principale società di architetti italiana. Passando per una serie di successi esteri: una tratta della metropolitana di Doha e lo stadio di Al-Khor, sempre in Qatar, che ospiterà la semifinale dei mondiali di calcio del 2022. Una struttura d'avanguardia in mezzo al deserto. Due anelli in calcestruzzo e uno in acciaio, per permettere la conversione dello stadio in un centro commerciale, una volta conclusi i mondiali. Una copertura
metallica chiusa e un impianto di raffreddamento sotto i sedili, per consentirne l'utilizzo anche nella stagione più calda. Dimensioni enormi, per un totale di 60mila posti. Tutto reso possibile da un team di 3 mila uomini, impiegato 24 ore su 24.

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