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pianiga. L’appello nella giornata contro la violenza 

«Florina, omicidio dimenticato»

La madre: sono sicura che l’hanno uccisa, non è scappata di casa

PIANIGA. «Nel giorno in cui il mondo celebra la lotta contro la violenza sulle donne, come mamma chiedo un atto di chiarezza, chiedo di sapere che fine ha fatto mia figlia. Penso che qualcuno l’abbia uccisa e ne abbia fatto sparire il corpo, ma la volontà di indagare su questo drammatico episodio che da quasi due anni ha devastato la nostra famiglia non è mai stata sufficientemente determinata». A dirlo è Nela, la mamma di Florina Simion, la ragazza di 25 anni di origine romena scomparsa dalla sua casa di via Ariosto, a Cazzago di Pianiga, dal 25 febbraio del 2016. Della giovane in 21 mesi non è stata trovata alcuna traccia. Dai controlli fatti dai carabinieri della tenenza di Dolo allora guidati dal capitano Gabriele Favero è emerso come il cellulare della ragazza sia stato spento già due ore dopo la scomparsa. Inoltre il corpo non è stato trovato, e anche l’allontanamento volontario non sembra un’ipotesi credibile e praticabile, visto che Florina aveva lasciato a casa i documenti e i farmaci che doveva assumere regolarmente, cioè le pastiglie per curare l’epilessia.

«Mi fa impressione vedere che si celebrano tante vittime delle terribili violenze sulle donne e invece quello che potrebbe essere stato un femminicidio», dice Nela, «viene derubricato a distanza di due anni a scomparsa volontaria. Nei primi tempi delle indagini si è perso tempo prezioso per poter rintracciare mia figlia. Chi voleva far sparire le tracce di quello che aveva combinato lo ha potuto fare con tranquillità. Si indaghi con attenzione sul suo cerchio di amicizie». Gli avvocati Stefano Tigani e Pietro Coluccio, a cui la famiglia si è rivolta, nel corso dei mesi si sono convinti che si tratti di un omicidio e per questo hanno chiesto e ottenuto dal Tribunale di Venezia il gratuito patrocinio per l’analisi dei dati. I tabulati del cellulare di Florina sono stati comparati anche con quelli di altre persone coinvolte, segnalate al magistrato, il pm Massimo Michielozzi. «Anche sul versante della comparazione dei dati dei tabulati», dice sconsolata mamma Nela, «non ci sono novità
anche se le chiediamo ogni settimana. Siamo colpiti dal silenzio sulla scomparsa di mia figlia. Come mamma non mi arrenderò mai. Questa scomparsa è un incubo, è una situazione quasi peggiore di quella di sapere che Florina è morta. Viviamo nell’angoscia giorno per giorno». (a.ab.)

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