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Massaggi hard a Gruaro condannata la tenutaria

Due anni con la sospensione condizionale della pena. Assolto un maresciallo dei carabinieri che all’epoca aveva avuto una relazione con la donna 

GRUARO. Al centro massaggi “Oasi del benessere” di Gruaro, tra le varie prestazioni offerte ai clienti c’erano anche i trattamenti “hard” effettuati da quattro ragazze straniere che nei box vendevano il proprio corpo. Succedeva nel 2012. Ieri il tribunale collegiale di Venezia, presieduto da Sara Natto, ha condannato a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, la legale rappresentante del centro massaggi, Maria Claudenia De Lima, brasiliana di 37 anni residente a San Pietro di Feletto, nel Trevigiano, accusata di aver favorito l’attività di meretricio.

La donna, secondo l’accusa formulata dalla pubblico ministero Lucia D’Alessandro, si sarebbe occupata di prendere in affitto il locale e gestirlo, occupandosi anche delle inserzioni sulla stampa locale. A processo con la stessa accusa c’era anche Alessandro Bigini, 49 anni di Casarsa della Delizia (Pordenone), maresciallo dei carabinieri all’epoca in servizio al Nucleo operativo di Conegliano, che aveva una relazione con la De Lima. In particolare la Procura veneziana accusava il carabiniere di non aver denunciato l’operato della compagna. In occasione di un viaggio all’estero della brasiliana, inoltre, Bigini sarebbe stato incaricato dalla donna di andare in sopralluogo al centro estetico per capire se l’attività proseguisse regolarmente. Il tribunale collegiale ha assolto il carabiniere per non aver commesso il fatto. Lo stesso Bigini è stato dichiarato non punibile per l’accesso abusivo al sistema informatico che lo stesso carabiniere, secondo la Procura, avrebbe effettuato in uno dei database delle forze dell’ordine per verificare se il suo nominativo fosse stato inserito in seguito a un controllo che aveva subìto, assieme alla compagna, in aeroporto a Venezia. I giudici collegiali hanno riconosciuto la particolare tenuità del fatto.

Disposta infine l’assoluzione, perché il fatto non sussiste, per Maria Claudenia De Lima in relazione all’accusa di sfruttamento della prostituzione
per aver trattenuto per sé in media il 50 per cento della cifra pagata dai clienti del centro massaggi per le prestazioni sessuali garantite dalle ragazze. Le motivazioni del dispositivo letto ieri mattina in aula saranno depositate entro 90 giorni.

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