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La ripresa continua, meno crisi aziendali

Nei primi nove mesi del 2017 si sono ulteriormente ridotti i licenziamenti e il ricorso alla cassa integrazione straordinaria 

A piccoli passi ma continua a migliorare il quadro dell’economia veneziano dopo la lunga e pesante crisi, iniziata a livello internazionale alla fine del 2008 con un crescendo di piccole, medie e grandi aziende industriali e artigianali in crisi che ricorrevano in modo massiccio agli ammortizzatori sociali (mobilità e cassa integrazione) o cessavano del tutto la loro attività.

Aziende in crisi. Dall’ultimo report dell’Osservatorio dell’Agenzia Veneto Lavoro dei primi nove mesi del 2017, a Venezia e provincia il numero delle aziende in crisi si è drasticamente ridotto, passando dalle 214 del 2009 alle 157 del 2015, poi ridotte a 103 nel 2016 per arrivare alle 66 attuali che in grande parte appartengono al settore manifatturiero, a cominciare dall’edilizia che resta il settore più colpito dalla crisi che ancora stenta a riprendersi. Di conseguenza si è ulteriormente ridotto il numero di lavoratori con un contratto di lavoro a tempo indeterminato in cassa integrazione e licenziati dalle aziende in crisi e poi inseriti nelle liste di mobilità dei Centri per l’Impiego, recentemente abolite per l’entrata in vigore della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione con un percorso ricollocamento gestito dall’Agenzia per il lavoro.

Licenziamenti. Da gennaio a settembre di quest’anno, infatti, il numero dei licenziamenti è passato dai 5.140 del 2015 ai 3.560 di quest’anno. In crescita risultano i licenziamenti disciplinari mentre quelli economici individuali e quelli collettivi risultano in flessione. Contestualmente è sceso il ricorso alla cassa integrazione guadagni : il regime ordinario (utilizzato in caso di crisi produttive momentanee) è passato dai 3.055.298 registrati nei primi nove mesi del 2015, ai 2.192.751 dell’anno scorso fino al 1.020.071 di quest’anno.

Cassa integrazione. In riduzione anche il ricorso alla cassa integrazione straordinaria (Cigs), con una quota sempre più rilevante di attivazioni con il ricorso ai “contratti di solidarietà” grazie alla nuova disciplina dettata dal Jobs Act che ha previsto questo tipo di ammortizzatore sociale, incentivandoli in vari modo. Il numero delle ore di Cigs autorizzate a Venezia e provincia le ore autorizzate sono (riferibili spesso a ore di sospensione effettuate in mesi diversi) sono passate così dai 3.722.117 dei primi nove mesi del 2015, ai 3.682.100 dello spetto periodo dell’anno scorso, fino ai 2.776.183 dei primi nove mesi di quest’anno.

Nel 2008, punto di massima espansione occupazionale in provincia di Venezia il totale degli occupati era 353.800 (dipendenti e indipendenti), ridotti a 330.000 a fine 2013 e dall’anno successivo in recupero fino ai 354 mila del 2016 (mille in più del 2008) con un tasso di occupazione pari al 64,1% e un tasso di disoccupazione che nel 2007 era di appena il 3% e poi in crescendo fino ad arrivare al 9,4% nel 2013 per poi riprendere a ridursi fino al 7% di quest’anno, lo 0,2% in più della media del Veneto.

Il commento. «Nell’ultimo biennio si sono registrati importanti segnali di ripresa grazie anche alle innovazioni normative e ai programmi di incentivazione» ha spiegato il direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone «Le dinamiche registrate nel mercato del lavoro nel corso della lunga crisi riflettono una condizione di
diffusa difficoltà del sistema produttivo locale. Un sistema imprenditoriale che si contraddistingue per una marcata contrazione del numero delle aziende attive e per l’elevato numero delle procedure di crisi aziendale avviate nel corso degli ultimi anni».

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