Quotidiani locali

Tre comunità in lutto per mamma Michela morta da eroina

Torre di Mosto. La chiesa non è bastata a contenere la gente La donna ha fatto da scudo per proteggere il figlio di 6 anni 

TORRE DI MOSTO. «Oggi e sempre vogliamo ricordare il tuo meraviglioso sorriso. Quella freschezza, spontaneità, genuinità che ti hanno sempre contraddistinta. Ciao Michi, grazie di cuore per tutto». Tre comunità – Torre di Mosto, Pramaggiore e San Stino – si sono strette nel dolore, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto a Michela Caovilla, la mamma di 38 anni che ha perso la vita nel tragico incidente di lunedì scorso sulla Triestina, all’altezza del “ponte della provincia” . Troppo piccola la chiesa di San Martino Vescovo, a Torre di Mosto, per contenere la folla di parenti e amici che si sono riuniti per l’addio. In centinaia hanno assistito alle esequie all’esterno, sul piazzale della chiesa, grazie a due grandi altoparlanti.

In prima fila c’erano il marito Omar, la mamma Adelia e i fratelli Franco e Mirco. Non c’era, invece, il figlio di 6 anni, che mamma Michela ha protetto con il suo corpo negli attimi drammatici dello schianto. I parenti lo hanno preservato da quest’ulteriore dolore. I funerali sono stati officiati dal parroco di Torre, don Gabriele Secco, e concelebrati da don Gino di San Stino, don Cesare (sacerdote della parrocchia di Pramaggiore, dove Michela viveva col marito) e don Andrea, che aveva celebrato il matrimonio. Tre rappresentanti di tre comunità diverse, perché in ognuna di esse Michela ha lasciato un ricordo di sé.

Le amiche e i familiari hanno affidato il loro ricordo a una lettera aperta a Michela, letta dal pulpito. «Carissima Michela, oggi e sempre vogliamo ricordare quel tuo modo di vivere la vita con grande entusiasmo e positività, con naturalezza e semplicità contagiosa, con il tuo essere per gli altri e accanto agli altri», è il messaggio letto, «chi ha avuto la fortuna di conoscerti non può che aprire il proprio cuore al ricordo di ciò che hai rappresentato per ognuno di noi. Spesso non ci sono risposte a domande troppo importanti. Ed è proprio di fronte a quest’impossibilità dell’essere umano che deve farsi strada in noi tutti la forza del ricordo e dell’amore, che tu hai saputo dare a chiunque si sia messo al tuo fianco».

Poi un pensiero finale per chi è rimasto qui, nel dolore:
«La tua forza d’animo, la tua voglia di esserci sempre e comunque non potranno che riscaldare il cuore di chi ti ha amato e dare loro il coraggio per continuare a credere nella bellezza della vita, con la consapevolezza nel cuore che veglierai su di loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista