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Grandi navi in tribunale, ricorso di Duferco al Tar

De Piccoli: «Siamo ancora in attesa della documentazione richiesta al Porto». E il 7 febbraio prima udienza per il ricorso promosso dall’ex presidente Costa

VENEZIA. Sul fronte del Porto è ancora nebbia fitta. E la questione Grandi navi approda al Tar. Due ricorsi in arrivo da parte di Duferco e Dp consulting sulla procedura adottata dall’ultimo Comitatone presieduto da Graziano Delrio. La scelta di Marghera è stata solo annunciata, in attesa di studi e approfondimenti. E il 7 febbraio i giudici amministrativi del Veneto hanno convocato la prima udienza per discutere di un altro ricorso, stavolta presentato contro Duferco e il ministero per l’ambiente.

Paolo Costa, negli ultimi giorni da presidente dell’Autorità portuale, aveva ritenuta “illegittima” la procedura adottata che, dopo aver bocciato la sua proposta di scavare il canale Contorta Sant’Angelo, aveva invece promosso il progetto De Piccoli, cioè il terminal al Lido, davanti all’isola artificiale del Mose. Secondo il porto i due privati non potevano essere «soggetti aggiudicatari». «Assurdo», replica De Piccoli, «dimostreremo che noi ci siamo qualificati come promotori privati. Avevamo titolo di sottoporre il nostro progetto alla Valutazione di Impatto ambientale in base a quanto stabilito dal Comitatone dell’8 agosto 2014 e alle autorizzazioni avute dai ministeri per l’Ambiente e delle Infrastrutture».

Guerra di carte bollate, dunque. Che ancora non è definita nei dettagli. «Per presentare il ricorso», attacca de Piccoli, «dobbiamo attendere che l’Autorità portuale ci faccia vedere la documentazione che abbiamo richiesto. Davvero incredibile che per vedere i documenti ci vogliano due interrogazioni parlamentari». Alla richiesta delle imprese avanzata al presidente del Porto veneziano Pino Musolino infatti non è seguita alcuna risposta. Duferco e Dp consulting chiedevano di sapere per quale motivo nell’«analisi multicriteria» non fosse stato compreso il loro progetto, regolarmente depositato, escluso invece con una delibera della stessa Autorità. Sul fronte Grandi Navi insomma la situazione si ingarbuglia. L’annuncio del governo («Abbiamo tolto le navi da San Marco») ha bisogno ancora di molti tasselli per essere realizzato. Tempi che si allungano, contestazioni sul metodo seguito e sulle

procedure «insolite» adottate. Difficoltà anche per i pareri negativi espressi sul progetto Marghera dalla Capitaneria. Che adesso ha l’incarico di predisporre l’ordinanza per il periodo transitorio. Le navi, pur se più piccole e più pulite, passeranno per San Marco ancora per un bel po’.

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