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«Calzolaio da 75 anni, potrei essere l’ultimo»

I Moressa domani in festa al Lido con clienti e amici. «Un mestiere umile che rischia l’estinzione»

LIDO. Professione calzolaio: uno dei tanti antichi mestieri in via di estinzione, ma che al Lido gode di un esempio che ormai si tramanda da tre generazioni. La ditta Moressa festeggerà infatti domani i 75 anni di attività nel negozio di via Sandro Gallo. Un punto di riferimento per i lidensi e una delle attività indubbiamente storiche dell’isola. «Mio padre Alessandro giunse al Lido da Vigonovo nel 1942 e aprì questo negozio», racconta il figlio Antonio Moressa, vicepresidente di Confartigianato Venezia e presidente del settore Cuoio. «La Riviera del Brenta era la patria della calzatura, e portò la sua esperienza al Lido».

Quando ha iniziato ad affiancare suo padre in negozio?

«Nel 1961 e ho imparato da lui l’arte di creare una calzatura. Cinque anni dopo è toccato a mia sorella Rosalia e da vent’anni a mia figlia Anna. È grazie alla nostra passione che ancora oggi proseguiamo in questo lavoro».

Questo rimane un mestiere in estinzione.

«Per il momento non si vede la luce. È sempre stato un mestiere umile».

Fate ancora scarpe su misura?

«Abbiamo smesso diversi anni fa perché c’era sempre meno gente che veniva a farsele. Era impensabile mantenere la linea di produzione. Se dovessi ricominciare troverei appoggi simili solo in Riviera del Brenta».

E le riparazioni, sono ancora richieste?

«Ne facciamo parecchie, ma anche modifiche se le persone hanno problemi fisici. Li facciamo camminare bene. Di questi tempi, con la crisi economica da dieci anni a questa parte, la clientela si rivolge però sempre più su prodotti di bassa qualità, che alla fine se si danneggiano non si riescono neppure a riparare. Cineserie o altro, per intenderci».

Poi ci si mette anche il commercio on line.

«Esatto, peggiorando ancor più il nostro mercato».

Dispiace non poter tramandare la vostra arte?

«Moltissimo, il bagaglio ricevuto da mio padre rischia di restare e finire con me».

La vecchia clientela però rimane affezionata?

«Sì ed è una grande soddisfazione. Siamo cresciuti con loro. Dovete pensare che spesso mi capitano in negozio persone che hanno lasciato il Lido, ma quando tornano con i figli a visitare i parenti passano
anche da noi».

Come festeggerete questo anniversario?

«Domani aspettiamo tutti i nostri amici e clienti in negozio dopo le 17. Sarà l'occasione per brindare e mangiare un cicheto in compagnia, ripensare agli anni passati e guardare avanti». Simone Bianchi

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