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cavarzere. sempre dagli stessi imprenditori 

Taglia e cuci, assunzioni dopo la chiusura

CAVARZERE. Italia confezioni, Artigiano del jeans, Fashion jeans, Taglia e cuci denim: la catena delle aziende che, da dieci anni a questa parte, hanno aperto, lavorato per un periodo e poi cessato...

CAVARZERE. Italia confezioni, Artigiano del jeans, Fashion jeans, Taglia e cuci denim: la catena delle aziende che, da dieci anni a questa parte, hanno aperto, lavorato per un periodo e poi cessato o fallito, per permettere alla successiva ditta della sequenza di assumere le lavoratrici rimaste a casa dalla precedente gestione, rischia di allungarsi.

Il “giochino” che vede i datori di lavoro evadere contributi, non pagare gli ultimi stipendi e lasciare le dipendenti a carico dell’Inps (cioè della collettività) risparmiando ogni volta centinaia di migliaia di euro, continua. Infatti le ex dipendenti della Taglia e Cuci, l’ultima ditta della serie, sono state ricontattate dagli ex datori di lavoro per essere impiegate in qualche altra società. Lo hanno rivelato proprio le dirette interessate, in occasione della manifestazione tenuta la settimana scorsa. Molte di loro non hanno accettato, non se la sono sentita di ripercorrere la strada, a termine, dello sfruttamento. Altre, «che hanno grossi problemi economici», hanno accettato. Otto o nove di loro sono tornate a lavorare, a Cavarzere o a Candiana, in ditte riconducibili agli ex datori di lavoro, tre o quattro hanno trovato un altro impiego. Non ci sarebbe, al momento, un’azienda in grado di assumerle tutte, anche perché quelle sindacalizzate sono poco “appetibili”, ma potrebbe essere solo questione di tempo, fino alla nuova ditta e alla prossima chiusura. Per questo i sindacati insistono per avere l’appoggio “politico” dell istituzioni e del Comune in particolare. «Non litigate, non speculate
politicamente su questa vicenda», mandano a dire dopo le polemiche sulla mancata accoglienza da parte del sindaco in municipio, il giorno della manifestazione, sperando che il Comune assuma, finalmente, iniziative concrete di sostegno alla loro lotta.

Diego Degan

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