Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Venezia, Piazza San Marco all’asciutto: via al progetto da 30 milioni

Incaricate Thetis e Kostruttiva. Area marciana al sicuro dall’acqua alta fino a 110 centimetri. Studi e analisi entro gennaio

VENEZIA. Piazza San Marco all’asciutto fino a quota 110 centimetri. Se ne parla da mezzo secolo. Adesso finalmente il progetto è partito. Trenta milioni i lavori previsti per mettere in sicurezza l’area marciana, il complesso monumentale più famoso del mondo. Ma è anche la zona più bassa della città, che va sotto quando la marea supera i 70 centimetri.


Martedì sera nella sede del Provveditorato alle Opere pubbliche, a ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

VENEZIA. Piazza San Marco all’asciutto fino a quota 110 centimetri. Se ne parla da mezzo secolo. Adesso finalmente il progetto è partito. Trenta milioni i lavori previsti per mettere in sicurezza l’area marciana, il complesso monumentale più famoso del mondo. Ma è anche la zona più bassa della città, che va sotto quando la marea supera i 70 centimetri.


Martedì sera nella sede del Provveditorato alle Opere pubbliche, a palazzo Dieci Savi, è stato firmata l’intesa che dà l’incarico per la progettazione. Costerà un milione e mezzo di euro, e sarà affidata alle aziende Thetis e a Kostruttiva, con la consulenza della Facoltà di Idraulica dell’Università di Padova e dello Iuav. Studi e analisi dovranno essere conclusi entro il 31 gennaio 2018, il progetto di fattibilità sarà consegnato dopo 30 giorni dall’ok del committente, in questo caso il Provveditorato.

Una svolta importante nella politica di salvaguardia. Negli ultimi anni, quando il Consorzio Venezia Nuova dominava incontrastato, il progetto della Piazza era stato messo da parte. Si era preferito puntare solo sul Mose, la grande opera da 5 miliardi e mezzo di euro. Dopo lo scandalo erano emersi i contorni di quelle decisioni. Difficoltà tecniche legate a metodi di lavoro che gli esperti avevano ritenuto in qualche caso “pericolosi” per la tenuta del fragile sottosuolo della Piazza, come la grande guaina e gli isolamenti dei cunicoli. Costi spropositati (50 milioni di euro la base di partenza). E l’incredulità dell’opinione pubblica internazionale che non riusciva a capire come lo Stato italiano potesse spendere miliardi per lasciare comunque San Marco sott’acqua.


Adesso il commissario Giuseppe Fiengo ha raggiunto l’intesa con il presidente Linetti e sono stati trovati i finanziamenti necessari a portare avanti l’opera. Si è ripreso a grandi linee il progetto fermo dal 1998, adeguandolo e rivisitandolo con differenti ipotesi progettuali, che adesso andranno valutate anche da tecnici indipendenti. Nuova attenzione è stata posta al consenso dell’opinione pubblica. «Limitazione dei disagi e attenzione per chi opera in Piazza San Marco», le due parole d’ordine del nuovo Consorzio guidato dai commissari. Dunque, prima della decisione finale è previsto il dibattito pubblico, l’ascolto delle osservazioni di associazioni e comitati, enti pubblici e privati. E della Procuratoria di San Marco, la Biblioteca Marciana, Insula, la Municipalità.

L’area interessata dal progetto San Marco è di circa 12 ettari, con un perimetro di duemila metri lineari. L’attuale pavimentazione, opera di Andrea Tirali, è stata in parte sistemata alla fine dell’Ottocento. La Piazza si allaga oggi in molte sue parti per “tracimazione”, cioè quando l’acqua supera il livello delle rive. Ma anche per “risalita dalle caditoie e dagli scarichi” e infine per “filtrazione” dal sottosuolo. Il grande lavoro preventivo, dicono i tecnici, dovrà dunque prevedere lo smaltimento delle acque piovane, la separazione delle acque bianche e nere con nuovi percorsi idraulici delle reti di collegamento tra acque bianche e gli specchi d’acqua limitrofi. Un lavoro di cucitura che dovrà prevedere anche l’adeguamento delle rive e il loro rialzo, in alcuni casi con sistemi mobili e piccole paratie. La fase finale sarà invece il riordino dei sottoservizi, il restauro della pavimentazione e la tutela dei beni monumentali e archeologici.

«La quota di salvaguardia assunta a base del progetto», si legge nell’intesa firmata, «è di 110 centimetri rispetto al medio mare». In questo modo, la Piazza potrebbe restare all’asciutto tutto l’anno. Evitando il numero sempre crescente di maree “medio-alte” che allagano le sue pietre in media una volta ogni tre giorni. Davanti all’ingresso della Basilica e nella parte centrale della Piazza, tra le Procuratie Vecchie e Nuove, l’acqua arriva già quando supera quota 70. Tutta la Piazza viene allagata quando la marea supera il metro. Con piccole isole all’asciutto verso il Molo, dove recenti interventi hanno sollevato la riva fino alla quota di 110.

Questa dunque è la quota prevista dal nuovo progetto. Da questo livello in poi dovrebbe entrare in funzione il Mose, una volta completato. Ma le difficoltà tecniche di realizzazione non sono poche, visto il delicatissimo contesto in cui si opera. Per questo l’intesa prevede una valutazione finale di studi e analisi. «Qualora dimostrassero non perseguibile l’obiettivo, si deciderà il limite di accettabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA