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«Non è giusto, era una persona eccezionale»

A Torre di Mosto la vittima era nata e cresciuta. Il cordoglio del cugino: sorrideva e scherzava sempre

TORRE DI MOSTO . «Non ci sono parole per una disgrazia così enorme. Torre di Mosto perde una grande donna: dolce, solare, buona come il pane». La notizia della tragedia costata la vita a Michela Caovilla ha raggiunto il paese nel tardo pomeriggio. In tanti avevano saputo fin da subito dell’incidente accaduto sul ponte che divide Torre da San Stino. Ma solo dopo, di bar in bar, si è diffusa la notizia dell’identità della vittima. E subito è calato un velo di tristezza sul paese. A Torre di Mosto la famiglia Caovilla è molto conosciuta. Michela era nata e cresciuta in riva alla Livenza.

Adesso viveva a Pramaggiore con il marito Omar, camionista. Ma con Torre di Mosto manteneva un legame praticamente quotidiano. A quanto si è appreso, poco prima che avvenisse la tragedia era andata a prendere il figlio a scuola e stava facendo ritorno a casa. Michela Caovilla lavorava a San Stino, in un’importante azienda che si occupa del recupero e del commercio di ferro e altri materiali di recupero. A Torre di Mosto vivono ancora i due fratelli della donna, Mirco e Franco, ma anche l’anziana madre Adelia. La cugina di Michela, a Maria Rosa Caovilla, ha gestito invece per molti anni il bar Vittoria, nel centro del paese. Michela veniva spesso a trovarla nel bar. Fratelli e cugini avevano abitato a poca distanza e, di fatto, erano cresciuti insieme. «Dicono che ad andarsene sono sempre i migliori. Nel caso di Michela purtroppo questa è l’amara realtà», commenta il cugino D.C., «Michela era una donna eccezionale. Era sempre sorridente, scherzosa, non ricordo di averla mai vista arrabbiata. Non ci sono parole per descrivere una disgrazia così grande. Era una grande donna, detto da tutti». Cordoglio è stato espresso, a nome di tutta la comunità, dal sindaco Giannino Geretto.

«Un abbraccio forte alla famiglia Caovilla, che conosco molto bene. Conoscevo anche lei, una ragazza solare, vivace, sempre attiva. Sono tragedie in
cui è difficile trovare anche le parole da dire». Adesso tutta Torre di Mosto fa il tifo per il piccolo bambino di Michela. Mentre in paese si torna a chiedere di aumentare la sicurezza su quel tratto di statale all’altezza del “ponte della Provincia”.

Giovanni Monforte

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