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Violenta e picchia l’ex fidanzata non farà un giorno di carcere

L’incredibile vicenda di Maurizio Giacon, 46 anni, di Padova. Nel 2003 stuprò e mandò all’ospedale  la convivente che lo aveva lasciato. Ma in tre gradi di giudizio la condanna è scesa a 1 anno e 2 mesi

PADOVA. Violentò e picchiò selvaggiamente la ex fidanzata ma per quell’episodio non ha fatto né farà un giorno di carcere, visto che dalla condanna in primo grado, che nel 208 prevedeva 6 e 4 mesi di carcere, ora, arrivato in Cassazione terzo e ultimo grado di giudizio, se l’è vista ridurre in maniera definitiva a 1 anni e 2 mesi.

I fatti si sono verificati nel 2003 quando Maurizio Giacon, padovano ora 46 enne conviveva a Padova in un appartamento con la sua fidanzata delle Riviera del Brenta.

Il rapporto fra i due però nel tempo si deteriorò al punto che la donna, decise di interrompere la relazione. La decisione rese Giacon furioso. L’uomo aveva chiesto alla ex compagna un incontro chiarificatore, ma invece l’ha violentata e selvaggiamente picchiata facendola finire ospedale con una prognosi di decine di giorni. La donna sotto choc e sconvolta aveva sporto denuncia ai carabinieri.

Le indagini hanno permesso di stabilire l’estrema violenza dello stupro subito dalla donna e le forti percosse ricevute dall’ex fidanzato. Tutto constatato da referti medici.

L’uomo è stato così denunciato a piede libero, ma nel frattempo non è mai finito in carcere. Giacon è stato condannato nel 2008 in primi grado a 6 anni e 4 mesi di carcere dal Tribunale ordinario di Padova per violenza carnale, aggressione, lesioni personali gravissime.

Poi la riduzione di pena in secondo grado: la terza sezione della Corte d’Appello di Venezia, presieduta dal giudice Gioacchino Termini nel 2015 ha condannato Giacon a 2 anni e 4 mesi. Ma lo sconto di pena non è finito qui.

In questi giorni è arrivato anche il giudizio della Suprema Corte di Cassazione a cui l’avvocato Pascale De Falco ha ricorso. «Abbiamo ricorso al giudizio della Corte di Cassaione», dice De Falco, «constando che mentre nel dispositivo della sentenza erano stati indicati due anni e 4 mesi, non erano invece calcolate le attenuanti generiche, che invece erano espresse nelle motivazioni. Per questo la corte di Cassazione ha deciso di ridurre la pena al mio imputato ad un anno e due mesi. Una pena che ora è definitiva. In questo modo è stata fatta rispettare la legge».

Va detto che la ex fidanzata per uscire dallo choc che aveva subito, ci ha messo anni, con l’aiuto di psicologi, e solo da poco, lentamente è riuscita a rifarsi
una vita lontana dall’ex compagno violento e stupratore. Molti si chiedono come sia possibile che in un momento di massima condanna contro la violenza di genere, una persona che violenta e picchia la propria fidanzata non faccia un giorno di galera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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