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Minore costretta a prostituirsi, 5 arresti

Incastrati gli aguzzini di una nigeriana di 17 anni sottoposta a riti voodoo e picchiata: si tratta di 4 donne e un 71enne di Mira

Violentata per quindici giorni dai trafficanti di esseri umani, costretta a subire riti voodoo e poi messa su una strada a prostituirsi. Aveva appena 17 anni ed era partita dalla Nigeria per cercare fortuna, convinta da una connazionale che a Mestre avrebbe trovato lavoro. Alla fine, dopo essere stata picchiata con un ferro da stiro, è scappata, ha trovato il camper dei servizi sociali del Comune e gli agenti della Squadra Mobile. Ieri i suoi sfruttatori sono stati arrestati. Sono quattro donne nigeriane e un uomo di Mira.

Le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Venezia Marta Paccagnella riguardano: Benedita Samuel detta “Beauty”, 41 anni, deve rispondere di riduzione in schiavitù; Edith Samell detta “Mary”, 30 anni, è accusata di favoreggiamento all'immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; Favour Felix, 22 anni, è accusata di favoreggiamento all'immigrazione. Queste tre sono finite in carcere, mentre hanno l’obbligo di firma Sandro Mantovani, 71 anni e Vera Imazobi, detta “Annabel”, 24 anni. Questi ultimi sono marito e moglie.

Claudia è il nome di fantasia dato alla ragazzina. È l’inizio del 2016 quando Favour Felix la incontra nella sua cittadina e le dice se vuole seguirla in Italia per fare fortuna. Le promette un posto di lavoro nel negozio della sorella a Mestre. Claudia saluta la madre e segue la connazionale. Arrivano in Libia e Claudia viene abbandonata con la scusa che erano finiti i soldi destinati al viaggio. La ragazzina rimane in mano ai trafficanti di esseri umani arabi. Questi a turno la violentano. E il trattamento dura 15 giorni, al termine dei quali ricompare Favour. Claudia non può fare altro che seguirla. Arrivata a Lampedusa con un barcone, dopo l’identificazione, il suo viaggio continua fino a Bologna in un centro di accoglienza. Ci rimane alcuni giorni perché arrivano a prenderla “Beauty” e “Mary”.

La ragazza viene portata in un appartamento di Mira. Qui, senza mezzi termini, le spiegano che il posto da lavoro che l’attende è il marciapiede. Claudia ora diventa “proprietà” di “Mary”. Per convincerla la “mamam” la sottopone a un rito voodoo. Disegnato un cerchio a terra con un gesso, la fanno entrare all’interno dello stesso, nuda. Viene avvolta in un mantello rosso e le fanno bere acqua e gesso.

Il giorno dopo Claudia, che ha 17 anni è in strada a Malcontenta a prostituirsi. La “padrona” le stabilisce i prezzi da praticare e quello che lei deve pagare per l’ospitalità e il pranzo. Claudia è minorenne e tra gli uomini che vanno a prostitute questo particolare è molto richiesto. La giovane guadagna anche 150 euro al giorno. Per farla dormire la “maman” le chiede 300 euro al mese, mentre per il mangiare 100 euro alla settimana. Viene spostata in almeno tre appartamenti uno pure di un italiano. Con lei altre ragazze, alcune pure minorenni. All’ennesimo spostamento si ribella, viene picchiata con un ferro da stiro. Trova la forza di scappare. Incontra il camper dei servizi sociali del Comune e ritrova la libertà.

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