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Bambino smarrito a Jesolo «Accuse ingiuste sui social»

La protesta dei genitori: se la sono presa con noi e persino con nostro figlio senza sapere bene cosa fosse successo. Ringraziamo invece chi ci aiutato

JESOLO. Sono stati accusati di essere genitori irresponsabili e persino il loro bambino bollato come un monello ed esagitato sfuggito all’occhio di papà e mamma. La famiglia del piccolo di 9 anni, smarrito alcune settimane fa nei pressi di un locale di via Trentin al lido, ha deciso di parlare pubblicamente di quel sabato sera in cui il piccolo si è perso per circa un’ora, ritrovato poi sotto casa a Jesolo Paese dove camminando da solo è arrivato sano e salvo.

Si erano mosse le forze di polizia, i cittadini, i giovani del gruppo Facebook Occhio Jesolano. Una volta trovato dal papà, M. M. , la paura è finita, ma non le critiche e le accuse che spesso popolano la rete senza conoscere a fondo i fatti e sulla base di notizie che non erano del tutto corrette alla luce della concitazioni di quei momenti. Tutta la città era in apprensione per la scomparsa del piccolo senza alcun motivo.

«Non abbiamo intenzione di far cambiare opinione a chi se l’è già fatta a prescindere», spiegano i genitori del piccolo, «nessun bambino è stato lasciato solo davanti a una pizzeria al taglio o fuori da un ristorante, nessun discolo da punire o abbandono di minore. Siamo entrati nel nostro ristorante, chiuso per la stagione invernale», precisano i genitori, «una volta risaliti in auto però nostro figlio più piccolo si è accorto di aver dimenticato lo zainetto all’interno. È rientrato e uscito dalla porta di sicurezza. È stato come un flash e non lo abbiamo più visto. Mai avremmo immaginato che lui non avrebbe riconosciuto l’auto parcheggiata poco distante, di colore bianco, a sostituire la nostra di colore blu dal meccanico». Una volta uscito il piccolo ha perso il riferimento dell’auto di famiglia, si è confuso e ha deciso di correre a casa. «Lui è andato subito verso casa», ricordano ancora papà e mamma, «lungo una strada che conosce bene perché è un piccolo atleta e spesso con il papà la percorre in vista delle gare di atletica. Quattro chilometri e mezzo», ricordano, «e poi ci siamo riabbracciati. Ringraziamo ancora polizia locale, polizia di Stato, carabinieri, i titolari e dipendenti dei locali vicini
che hanno partecipato alle ricerche per un’ora, quindi i giovani di Occhio Jesolano per quanto hanno fatto anche in rete». La concitazione del momento e il coinvolgimento di un minore ha poi fatto scatenare il web su una conoscenza dei fatti non completa.

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