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Alì market a Ca’ Bianca il Tar sospende i lavori

Esulta il comitato: «È stato riconosciuto l’errore urbanistico del Comune» I giudici si pronunceranno tra un anno. L’Azienda: «Problema non di sostanza»

LIDO. I lavori di costruzione del nuovo supermercato Alì a Ca’ Bianca rimarranno bloccati in attesa della sentenza del Tar prevista tra un anno. Il Tribunale regionale ha infatti accolto i ricorsi presentati nei mesi scorsi dal “comitato ambientalista un altro Lido” e da due residenti nelle vicinanze dell’area dei Padri Armeni Mechitaristi. Ricorsi contro la delibera del Comune che concedeva il permesso di costruire laddove in passato c’erano stati un distributore di carburanti, una sede della Findus, e dove tuttora vi sono verde incolto e vecchie strutture militari.

«Per noi è un successo enorme», afferma Salvatore Lihard dal Caal. «Una vittoria che ci soddisfa poiché i giudici hanno riconosciuto l’autorevolezza di questo comitato. Altrettanto importante è che il Tar abbia riconosciuto l’errore urbanistico alla deroga al Piano regolatore. Il Comune avrebbe dovuto fare una variante. Se Ca’ Farsetti la farà in seguito, ne uscirà sconfitta anche politicamente». Il Caal si era rivolto al Tar assieme a Mario Dalla Costa e Palmiro Rauch, residenti a pochi metri dalla zona destinata alla costruzione del supermercato del gruppo padovano della grande distribuzione, guidato da Francesco Canella. Ricorso portato avanti dagli avvocati Angelo Pozzan e Alfiero Farinea.

Il 4 luglio scorso, dopo varie proteste del “comitato ambientalista un altro Lido”, era arrivato il permesso del Comune che autorizzava i lavori di costruzione, e ne seguirono interventi di disboscamento che portarono alla scoperta della presenza di alcuni bunker.

Tanto che poi il 17 ottobre la Soprintendenza fece pure un sopralluogo per valutarne l’importanza. «Vogliamo ringraziare i nostri avvocati per la loro caparbietà nel costruire sia il ricorso che il principio alla sospensiva dei lavori», prosegue Salvatore Lihard. «Ci dispiace solo che per adesso quell’area continuerà a essere abbandonata, ma tra un anno ci auguriamo di vederla restituita alla cittadinanza secondo la convenzione firmata nel 1970 tra Armeni Mechitaristi e Comune». Dal Gruppo Alì il presidente Francesco Canella osserva: «Il problema sollevato dal Tar è di procedura, non di sostanza. Il consiglio comunale si è già espresso dicendo che l’intervento risponde al pubblico interesse, e i dirigenti di settore ne hanno approvato i progetti. Se il Tar indica soltanto di usare un altro procedimento, il Comune farà quanto riterrà appropriato e noi ci adegueremo, sempre nel pieno rispetto dell’interesse pubblico».

Non resta quindi che attendere il 22 novembre 2018 per la sentenza del Tar sulla legittimità della delibera comunale.

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