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«Servono 60 milioni pr combattere l’erosione a Jesolo»

Le richieste dell’assessore Bergamo al Governo a Roma ne prevedono altri 15 da destinare alla difesa della laguna

JESOLO. Sessanta milioni per combattere l’erosione, poi ne serviranno altri 15 per la difesa della laguna di Jesolo dal fenomeno della “sessa”, l’innalzamento dovuto al vento di bora che spira verso Chioggia. L’assessore all’urbanistica Otello Bergamo è arrivato quale plenipotenziario per il Comune di Jesolo a Roma, al Comitatone con il ministro Delrio. E ha avanzato le sue richieste. È salito in treno, in seconda classe, ed è arrivato puntuale nella Capitale: «Chiediamo al Governo attenzione e di far lavorare i nostri operatori della spiaggia, serve una risposta concreta».

Ha varcato la soglia di palazzo Chigi davanti ai ministri Delrio e Galletti ai quali ha letto la sua relazione, propedeutica a futuri incontri e tavoli tecnici per la gronda lagunare, con i Comuni balneari e il presidente Brugnaro. «Jesolo copre una superficie complessiva di circa 9.300 ettari, dei quali circa 2.350 sono costituiti dallo specchio lagunare», ha spiegato, «l’amministrazione comunale si trova a dover affrontare importanti problemi legati ai fenomeni idraulici che investono il suo territorio e che si possono compendiare in due tipologie di problemi. La prima discende dalla contiguità con la laguna. È noto che lo scirocco è il motore delle acque alte e delle maggiori mareggiate, che arrivano indisturbate a frangersi direttamente sull’arenile. Il frangimento mette in sospensione la sabbia e nello stesso tempo genera una corrente litoranea che trasporta la sabbia smossa verso sud, verso la bocca di Lido. Quando accade questo provoca una forte sottrazione, una retrocessione della linea di riva, con danni rilevantissimi. Inoltre, si rende indispensabile procedere ad un risarcimento della sabbia sottratta».

Nel periodo 1999-2010 sono stati effettuati 12 interventi di ripascimento di sabbia, per un totale di 820.000 metri cubi di sabbia trasportata e distesa sull’arenile, con un consumo medio annuo di 70.000 metri cubi annui. Regione, Magistrato alle Acque e Comune, nell’ambito degli accordi di programma fino al 2014 stabilirono di procedere ai rilievi necessari e alla progettazione delle opere di difesa, incaricando il Consorzio Venezia Nuova. «Una volta ultimati i rilievi preliminari», ricorda, «nel 2012 iniziò la progettazione preliminare. Si doveva passare all’approvazione e alla presentazione alla Commissione Regionale VIA. Sappiamo però che il progetto era giunto a quantificare il costo della soluzione progettuale: la difesa dell’intero litorale jesolano ammonta a circa 60 milioni, ma il tratto di opere più importante è quello a difesa di Cortellazzo, che si può valutare in 30-35
milion In definitiva, il Comune presenta la formale richiesta che dei fondi reperiti per la difesa di Venezia e della sua laguna, una frazione di 60 milioni siano destinati alle nostre necessità contro l’erosione più altri 15 per proteggere la laguna».

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