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Lotta allo smog pronti 150 cartelli multe per chi sgarra

Comincia oggi l’installazione della nuova segnaletica con i tre livelli di allarme. Sanzioni per chi viola i divieti 

Sono 150 e da ieri sono pronti ad uscire dal magazzino comunale per essere posizionati nei vari accessi alla terraferma di Mestre. Comincia da oggi e si concluderà, meteo permettendo, nel giro di una settimana, massimo dieci giorni, la posa dei nuovi cartelli che rendono comprensibili agli automobilisti le nuove misure di limitazione del traffico contro l’emergenza smog. Cartelli nuovi, con le indicazioni delle tre fasce in cui si verificano i blocchi per il traffico per le misure che sono scattate il 23 ottobre scorso e rimarranno in vigore fino al 15 aprile 2018.

Con i cartelli, via alle multe. Con la posa della cartellonistica, la polizia municipale potrà anche cominciare a multare i veicoli che passano in barba ai divieti di transito. Fino a ieri la polizia locale si è limitata a fare soprattutto informazione. Perché mancavano i cartelli che ora invece sono stati stampati e sono pronti per sostituire quelli delle vecchie limitazioni del traffico, tutti in bianco e nero. Ora che i cartelli sono arrivati man mano che vengono posati, scatteranno i controlli e possibili sanzioni.

Informazione. «Comincia la installazione dei 150 cartelli, tutti previsti per il territorio, vasto, del Comune di Venezia. In questo modo gli automobilisti non potranno più dire di non essere informati dei blocchi. I cartelli segnalano i tre livelli di allarme ambientale, con chiari riferimenti a chi può transitare e chi no. Nelle giornate di blocco le informazioni saranno convogliate anche attraverso i pannelli luminosi a messaggio variabile e con una campagna informativa sui social network», spiega l’assessore alla Mobilità Renato Boraso.

Area metropolitana. Cartelli simili sono già presenti in via Olmo, da Robegano verso Mestre. Ma i provvedimenti antismog non sono ancora attuati da tutti in modo organico.

Livello verde. Da qualche giorno è in vigore il livello verde, il più basso. Grazie al maltempo che con pioggia e vento ha spazzato via l’aria inquinata. E al fatto che i riscaldamenti non sono ancora accesi al massimo.

Chi controlla gli impianti? Caldaie e impianti di riscaldamento sono tra le fonti inquinanti da tenere sotto controllo, tanto che ci sono anche limiti alle temperature, ma per effetto delle nuove norme regionali del 2013 sono spariti sia i bollini verdi che i controlli di Agire, società comunale, e di Arti a livello provinciale. Lo ricorda Michele Chieregato, ex responsabile dei controlli della società Agire. «Dalle 2.300 ispezioni del 2006 si è arrivati alle 50 del 2016. Non diverso l'andamento degli accertamenti sui rapporti di Manutenzione relativi all'attività di manutenzione svolta dagli operatori privati incaricati dai responsabili degli Impianti: dai circa 50.000 rapporti gestiti annualmente nei primi anni ai soli 7.000 ricevutidal preposto Ufficio del Comune di Venezia nel 2015; diminuzione dovuta anche alla parallela introduzione del Catasto Regionale Circe» da gennaio 2015, dice l’ingegnere
che si augura che la Regione trovi un sistema che copra le spese di gestione del catasto degli impianti termici e «per gli accertamenti e le ispezioni sugli impianti, mediante la corresponsione di un contributo da parte dei responsabili degli impianti».

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