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L'INIZIATIVA

Mestre, lotta al cyberbullismo. Un docente per ogni scuola

Offese in chat già dalle elementari. Cento insegnanti a lezione con psicologi e forze dell’ordine per imparare a intercettare i problemi prima che sia tardi  

MESTRE. Il cyberbullismo a scuola è un fronte tuttora aperto che sui social network, attraverso i telefonini, si diffonde con estrema facilità. Anche gli ultimi casi hanno interessato nella nostra provincia e in Veneto l’utilizzo di chat di gruppo anche in singole classi, e per contrastare la situazione l’Ufficio scolastico regionale da oggi promuove in ogni singola provincia dei nuovi corsi rivolti al personale docente, andando così a formare un referente di alto profilo per ciascuna scuola dalle elementari alle superiori. Sulla scia della Legge 71/2017 in Veneto è stato fatto un bando, vinto poi dall’Istituto comprensivo di Badia Polesine. Da questa proposta sono nati i corsi che interesseranno ogniprovincia, e per quella veneziana saranno incentrati su Mestre, San Donà e Chioggia.



«Sono previsti tre incontri di una giornata in cui i docenti in formazione affronteranno il problema con le forze dell’ordine, alcuni psicologi e parteciperanno a laboratori specifici per imparare ad affrontare le varie situazioni legate al cyberbullismo e al bullismo in genere nelle scuole», spiega Alessandra Artusi, referente provinciale sul bullismo per l’ufficio scolastico territoriale. «La novità sta proprio nel creare una figura di riferimento che mancava nei singoli istituti. Il problema del cyberbullismo nelle chat è visibile già alle elementari e si consolida strada facendo, creando spesso forte disagio. Di recente è emerso un caso che stava disgregando una classe intera, partendo da nomignoli affibbiati a uno studente. Si è arrivati anche a punizioni, ma pure all’attività formativa con la condivisione tra gli studenti di attività specifiche per riunire lo spirito di classe».

Un centinaio saranno i docenti iscritti ai corsi in provincia di Venezia, la metà di quelli che i promotori si attendevano, ma quanto basta a garantire un insegnante formato per ciascun istituto. «In tutto questo rimane il pieno supporto dei Centri territoriali di supporto», assicura Alfio Raunisi, referente provinciale dello stesso Cts, «siamo poi in attesa della pubblicazione di un vademecum che sarà molto utile sempre per affrontare questi problemi».

Nel contesto del progetto applicato alla provincia di Venezia si inserisce anche Febo Teatro. Nel corso di novembre inizierà un lavoro con le scuole locali sulle tematiche sociali, che sfocerà in uno spettacolo teatrale ad hoc nel corso della primavera. «Noi lavoriamo già molto con i ragazzi», commenta Claudia Bellemo, direttrice artistica di Febo Teatro, «e vogliamo arrivare con questo progetto a creare un confronto e un vincolo creativo che porti i ragazzi a porsi delle domande. Collaboriamo già con la Consulta studentesca, e verranno proposti dei bandi interni alle scuole in cui gli stessi studenti potranno metterci la faccia, andando a domandarsi perché non intervengo se vedo un caso di bullismo?». Negli auspici dei promotori c’è la possibilità di chiudere questa esperienza al Teatro Malibran di Venezia.

 

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