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Le aziende del canale nord non vogliono le grandi navi

I timori di Fincantieri, Pilkington, Eni, Versalis e Ilva, che sono tutte attive in Prima zona industriale a Marghera dove dovrebbero arrivare i crocieristi

La “soluzione” Porto Marghera per la grandi navi da crociera indicata dal Comitatone è ancora tutta da precisare ed è previsto che venga realizzata non prima dei prossimi tre anni. Ma dopo la formalizzazione, al Comitatone dell’altro ieri, della scelta della Prima zona industriale di Porto Marghera per i nuovi ormeggi e le strutture di servizio per le grandi navi da crociera (con oltre 100 mila tonnellate di stazza e lunghe più di 300 metri) a preoccuparsi, oltre ai sindacati dei lavoratori delle aziende già attive in quella zona, sono le aziende stesse.

Nella Prima zona industriale, interrata negli anni Venti del secolo scorso, quando Porto Marghera era ancora in divenire, sono attive le maggiori industrie sopravvissute alle chiusure degli ultimi due decenni, ognuna con proprie banchine, in gran parte dislocate sul lato nord del canale nord dove c’è il Parco Vega. Si tratta, solo per indicare le più importanti, di Fincantieri spa, Eni Raffinazione e Marketing, Versalis spa (gruppo Eni), Pilkington spa, il terminal logistico delle acciaierie Ilva spa e Simar (Zintek). Tutte aziende che fanno largo uso delle proprie banchine che potrebbero interferire con i prospettati nuovi approdi per le gigantesche navi da crociera. «Non conosciamo nel dettaglio il progetto», commenta l’ufficio stampa di Fincantieri, «ma prenderemo contatti con l’Autorità portuale di Venezia per capire se tale progetto è compatibile o meno con le nostre attività».

Va ricordato che i cantieri navali e la banchina, dove si allestiscono le grandi navi da crociera dopo il varo, si trovano sul canale nord e già oggi hanno problemi di spazi. Tant’è che Fincantieri sta predisponendo un progetto di “allargamento” per poter costruire due grandi navi (oggi ne può fare solo una alla volta) da crociera contemporaneamente, occupando sia la banchina attuale sulla sponda nord che, probabilmente, quella di Simar sul lato sud del canale nord.

Anche Eni - che per il momento non ha rilasciato dichiarazioni - potrebbe vedersi complicare le sue attività , tutte dipendenti dai rifornimenti via nave (olio di palma per la Bioraffineria e virginafta per Versalis spa) che avvengono proprio nelle banchine della Prima zona industriale, mentre gasolio e benzine arrivano dall’oleodotto di San Leonardo che passa sotto il canale Vittorio Emanuele. Sul canale nord di affaccia anche la Pilkington che pochi giorni fa ha riavviato il forno che produce vetri per l’edilizia e utilizza grandi quantità di sabbia scaricate sulla sua banchina. «Siamo curiosi di conoscere i dettagli del progetto annunciato dal Comitatone», commentaa caldo Graziano Marcovecchio, presidente di Pilkington Italia. «Ci possiamo solo augurare che i prospettati ormeggi per le crociere non interferiscono con le nostra attività».

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