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Interramenti a S. Giuliano «Via ai lavori su 5 varchi»

Il Provveditore Linetti: «Conclusa la bonifica bellica possiamo cominciare con la demolizione delle incrostazioni. E per il 2018 ne faremo altri cinque»  

«Il problema dell’interramento della laguna fronte parco di San Giuliano è reale e siamo pronti a partire, in questi giorni, con i lavori per aprire i primi quattro, massimo cinque varchi sotto il ponte della Libertà. I soldi non sono un problema». Parola di Roberto Linetti, Provveditore alle opere pubbliche di Venezia, l’ex Magistrato alle acque, che annuncia il via agli attesi lavori per liberare i varchi del Ponte della Libertà, nel tratto dai cannoni verso il Tronchetto, dai cumuli di conchiglie e incrostazioni che bloccano il normale deflusso tra laguna Nord e Sud. Ieri nel canale davanti al parco di San Giuliano è comparsa una gru su una chiatta.

Linetti conferma che i lavori sono cominciati. «Per circa tre mesi siamo stati impegnati nella bonifica da possibili ordigni bellici visto che questa zona era stata bombardata durante la seconda guerra mondiale. Abbiamo incaricato una ditta che ha eseguito tutta una serie di perforazioni e indagini radar. Ora che è certo che non ci sono ordigni sui fondali possiamo iniziare le demolizioni dalle incrostazioni», ci annuncia Linetti. «E per il 2018 mettiamo in cantiere un analogo intervento su altri cinque varchi. Contiamo così di risolvere in gran parte il problema dei varchi intasati, perché il problema idraulico, sappiamo, è imputabile a circa un terzo dei varchi del ponte», spiega il Provveditore. Linetti ricorda che l’intervento sul ponte della Libertà non è solo del Provveditorato ma anche di Ferrovie e Veneto Strade, altri enti competenti sul ponte che divide Mestre da Venezia.

Un intervento congiunto è necessario. E infatti Rfi ha già avviato da alcuni mesi i propri lavori. L’intervento di Rfi interessa tre campate del ponte ferroviario con una spesa di circa 500 mila euro e la previsione di concludere i lavori entro fine anno.

Il ponte della Libertà si compone di tre ponti di 3,6 chilometri: il cosiddetto ponte vecchio con 222 arcate in muratura, inaugurato nel 1846 e il ponte nuovo negli anni ’70. Accanto ai ponti ferroviari, sul lato ovest, corre il ponte stradale che è sotto la competenza di Veneto Strade, che quindi ora è l’unico ente a non aver annunciato propri interventi sulle arcate, otturate da fanghi e conchiglie diventate dure come il cemento.

Intervenire per riaprire i varchi e consentire il deflusso delle acque è una delle misure sollecitate dal Polo nautico di San Giuliano e dalla Canottieri per frenare l’allarme per il progressivo interramento della laguna. «Se non si fa nulla subito, entro vent’anni la laguna di San Giuliano diventerà una grande secca e potremo chiudere il polo nautico di San Giuliano», hanno denunciato le “sentinelle” della laguna, cittadini mobilitati per salvare il Polo nautico.

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