Quotidiani locali

le reazioni 

I sindacati: «Direzione giusta». Il Pd: «Subito un tavolo»

Reazioni contrastanti agli esiti del Comitatone sulle Grandi Navi, con un cauto ottimismo ma soprattutto la richiesta di maggiori approfondimenti sui progetti annunciati. «Non si è parlato solamente...

Reazioni contrastanti agli esiti del Comitatone sulle Grandi Navi, con un cauto ottimismo ma soprattutto la richiesta di maggiori approfondimenti sui progetti annunciati. «Non si è parlato solamente del tema della crocieristica – sottolineano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Venezia Enrico Piron, Paolo Bizzotto e Gerardo Colamarco – ma anche delle risorse previste dalla legge speciale. Le risposte non sono arrivate tutte, ma la direzione è quella giusta soprattutto la conferma del riconoscimento della specificità del contesto lagunare e di Venezia. Per il Sindacato Confederale del territorio quello che conta è la compatibilità e l’equilibrio dei fattori oggi presenti e delle opportunità che dovranno essere colte, evitando che uno di questi prevarichi sugli altri. «Si scavi il meno possibile, perché la Laguna è un bene unico, intangibile – commenta il presidente della Confartigianato San Lio Andrea Bertoldini – Quello delle grandi navi è solo un piccolo problema della nostra città. Decidere di non farle passare più in bacino San Marco va bene anche se è troppo poco. L’importante è che ora alle parole seguano immediati fatti concreti». Sulla stessa linea Salvatore Mazzocca, presidente della Confartigianato Metropolitana. «La soluzione presentata va studiata e analizzata con attenzione – osserva il segretario comunale del Pd Maria Teresa Menotto – le condizioni per cui possa essere condivisibile sono sostanzialmente due: nessuno scavo e compatibilità con il traffico commerciale. Chiediamo inoltre che nelle prossime settimane si possa avviare un percorso pubblico partecipato per la presentazione del progetto». «Il Comitatone ha di fatto rispettato le decisioni della Città – commenta il capogruppo del Pd a Ca’Farsetti Andrea Ferrazzi – facendo proprie le scelte che erano state votate nel Consiglio provinciale nel 2008 e nel Consiglio comunale nel 2012, con Il Piano Territoriale di coordinamento Provinciale e con il Piano di Assetto del Territorio. Da un lato Marghera sarà la soluzione definitiva per le grandi navi, dall’altro l’attuale Marittima sarà porto per navi di piccole dimensioni e per yacht. Ciò consentirà la riconversione di Porto Marghera con nuovi posti di lavoro e attività green e parte dell’attuale Marittima potrà essere riconvertita a servizi per i veneziani». «L’elefante ha partorito il topolino– – commenta invece il presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini – perché sostanzialmente nulla è stato deciso e molto viene “veicolato” come decisione. La auspicata soluzione “Marghera” va totalmente verificata nella sua fattibilità e il Canale Vittorio Emanuele deve essere sottoposto alla valutazione Via. La Municipalità convocherà una assemblea pubblicai per spiegare alla cittadinanza quanto partorito dal Comitatone». Commenta Gianluca Trabucco, portavoce Metropolitano Articolo Uno Mdp: «La soluzione prospettata per l’approdo delle “grandi navi” sul canale Nord a Marghera deve essere inserita all’interno
di un nuovo piano regolatore che garantisca di non penalizzare il porto e e l’industria manifatturiera». «Finalmente» spiega l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini «dopo più di cinque anni, è stata presa una decisione positiva ma allo stesso tempo molto impegnativa».

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista