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Cura e medicina, confronto con il filosofo Umberto Curi

VENEZIA . Da dove vengono e che significato hanno, oggi, le parole “della cura”? Come nascono la parola “chirurgia”, la parola “farmaco”, la parola “terapia”? E la stessa parola “medicina”, che l’etim...

VENEZIA . Da dove vengono e che significato hanno, oggi, le parole “della cura”? Come nascono la parola “chirurgia”, la parola “farmaco”, la parola “terapia”? E la stessa parola “medicina”, che l’etimologia greca riconduce all’attività del “darsi pensiero”, è ancora piena di questo significato? A questo tema è dedicato il libro “Le parole della cura”, scritto dal filosofo Umberto Curi, docente emerito dell’Università di Padova, e a questo tema è dedicato l’incontro con l’autore organizzato dalla Scuola Grande di San Marco, al Civile, oggi alle1 7.

«Alla radice dei termine medico e medicina» afferma Curi nel suo saggio «ritroviamo un’attitudine che non coincide immediatamente con un’azione, con un intervento su qualcuno, ma che piuttosto allude a una disposizione interiore, caratterizzata da uno stato d’animo di interesse per la condizione di un altro».

«Continuiamo a ragionare» spiega il direttore generale
Giuseppe Dal Ben «sul tema dell’accoglienza, dell’assistenza e della cura, della dimensione del servizio, del rapporto con la persona malata. E lo facciamo nei reparti, nelle riunioni operative, ma anche in queste occasioni di riflessione come questa alla Scuola Grande di San Marco».

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