Quotidiani locali

soddisfazione del presidente del comitato Roberto Rossi 

«Contestazioni concrete dopo i nostri esposti»

Il sindaco Ferro: sia fatta luce sui punti oscuri, la magistratura sta facendo un buon lavoro

CHIOGGIA. «Un birillo alla volta, il palco cadrà». È entusiasta il commento del comitato No Gpl alla notizia che la Procura ha aumentato il numero degli indagati e che i filoni di indagine stanno entrando nel cuore delle criticità segnalate. «Non ci vogliamo focalizzare sui nomi», spiega Roberto Rossi, presidente del comitato, «esiste la magistratura per accertare le eventuali responsabilità individuali, quello che a noi interessa è che l’inchiesta sta portando a risultati concreti e che il pool di magistrati sta lavorando alacremente. Alcune delle contestazioni mosse agli indagati riguardano aspetti su cui abbiamo presentato esposti precisi e documentati. Un lavoro di studio delle carte che ci ha richiesto mesi e che poi abbiamo tradotto nelle segnalazioni. Siamo a disposizione della Procura, che ci auguriamo ci chiami presto, per fornire tutte le delucidazioni su quanto abbiamo inviato».

Secondo Rossi le perquisizioni di questi giorni, negli uffici Aspo, nella sede Socogas di Fidenza e negli uffici della Camera di commercio di Treviso e di Venezia, sono solo l’inizio di approfondimenti di indagine che nelle prossime settimane porteranno a altri colpi di scena. «Siamo convinti che presto ci saranno altre novità sul fronte inquirente», spiega Rossi, «per effetto domino, caduto un pilone portante ne cadranno altri. Siamo sempre stati certi che la giustizia avrebbe fatto il suo corso e pare sia davvero così».

La Procura sta approfondendo l’aspetto dei permessi edilizi e dell’utilizzo di aree demaniali acquisite con espropri per pubblica utilità ma mai iscritte al Demanio, ma anche l’escavo del tunnel che porta ai bomboloni, mai utilizzato dalla Capitaneria. La partita dei terreni è stata gestita da Aspo e questo motiva l’acquisizione di file e documenti dalla sede. Inevitabili ieri in città anche molti commenti sul sequestro del tablet di Romano Tiozzo (ex sindaco e oggi segretario generale della Camera di commercio di Treviso e Belluno), come persona informata sui fatti. «Che fosse informato sui fatti non c’era dubbio», commenta Rossi, «ha seguito tutto l’iter dei bomboloni dall’inizio come rappresentante in Aspo della Camera di commercio. Ricordiamo che a Roma, in Conferenza dei servizi, fu lui a firmare l’ok per il via libera al progetto dell’impianto». Soddisfazione anche in municipio per la piega che sta prendendo l’indagine. «Siamo certi
che la magistratura stia facendo un buon lavoro», commenta il sindaco, Alessandro Ferro, «abbiamo sempre sostenuto, e formalizzato con alcuni esposti, che ci fossero dei lati critici che meritavano di essere verificati da chi di dovere».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista