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Assalto allo sportello bancomat condanne per 11 anni ai tre banditi

Mira. Il 4 giugno 2015 il colpo alla Banca Popolare di Vicenza fallì perché erano arrivati i carabinieri Derlesi e Mastini hanno concordato la pena con il pm, Giuliana ha scelto il rito abbreviato

MIRA. Undici anni di condanne per l’assalto allo sportello bancomat della Banca Popolare di Vicenza il 4 giugno 2015. Un colpo fallito solo perché erano arrivati i carabinieri. Lo ha deciso ieri in tribunale a Venezia il giudice per l’udienza preliminare Alberto Scaramuzza.

Oriano Derlesi, classe 1964 di Pianiga (avvocato Emanuele Fragasso) e Roberto Mastini, 44 anni di Spresiano (avvocati Fabio Crea e Luigi Fadalti) hanno concordato la pena con il pubblico ministero Giorgio Gava: il gup ha dato l’assenso a una pena di 3 anni e 6 mesi per ciascuno. Alex Giuliana, 38 anni di Mirano (avvocato Giorgio Pietramala), ha scelto invece la strada dell’abbreviato: è stato condannato a 4 anni di reclusione, beneficiando dello sconto di un terzo della pena come previsto dal rito alternativo che evita il dibattimento in aula. Il pubblico ministero Gava, nella scorsa udienza, aveva chiesto per Giuliana la condanna a 3 anni e 6 mesi.

I tre imputati hanno risarcito i danni provocati allo sportello bancomat della Popolare di Vicenza in via Nazionale: un conto da decine di migliaia di euro.

Ai tre, la Procura lagunare contesta la ricettazione in concorso di una Bmw M3 coupé che era stata rubata nel 2014 a Milano e alla quale erano state cambiate le targhe per ostacolare l’identificazione, ma soprattutto il tentativo di far saltare lo sportello bancomat in via Nazionale 224. «Sembrava fosse scoppiata una bomba», avevano raccontato i residenti che erano stati svegliati alle 3.20 dalla deflagrazione. I banditi avevano scassinato la bocchetta di erogazione del contante, riempiendo poi lo sportello di gas acetilene che era risultato di fattura artigianale. Il colpo non era completamente riuscito per l’arrivo della pattuglia dei carabinieri. La banda si era data alla fuga a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata. Le indagini successive avevano portato l’Arma a identificare i tre che ieri sono stati condannati dal gup veneziano.

I tre sono noti pregiudicati. Nel curriculum di Oriano Derlesi c’è l’arresto ad agosto 2015 per la sparatoria, il 3 febbraio 2015, a Ponte di Nanto, nel Vicentino, durante la quale il benzinaio Graziano Stacchio uccise il nomade trevigiano Albano Cassol. Ad aprile scorso, Derlesi è stato condannato a 9 anni e 10 mesi di reclusione. Per l’accusa, Derlesi era il malvivente che imbracciava il kalashnikov e che aveva aperto il fuoco. Un conflitto di armi al quale aveva partecipato anche il benzinaio Graziano Stacchio, che ferì a morte Albano Cassol, il nomade trevigiano. La pubblico ministero vicentina Cristina Gava aveva chiesto per il cinquantatreenne una condanna a 14 anni.

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