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Non diffamò i vigili urbani albergatore prosciolto

Jesolo. La lite era scoppiata per un grosso palco installato davanti al suo hotel L’imprenditore aveva chiesto inutilmente al comitato di zona che fosse spostato

JESOLO. Denunciato per diffamazione ai danni dei vigili di Jesolo, albergatore prosciolto. La vicenda risale a un paio d’anni fa nel corso di una calda estate jesolana, quando il titolare di un albergo in piazza Manzoni al lido si era lamentato con il comitato di zona per la presenza soverchiante di un grosso palco installato proprio davanti alla sua struttura. Una presenza che lo disturbava, coprendo parzialmente l’albero al suo sontuoso ingresso. L’albergatore aveva chiesto insistentemente che fosse spostato almeno di qualche metro per non trovarselo tutta l’estate di fronte. Ma, come spesso accade, non sempre si trova un accordo bonario e poi ci si mettono il caldo, la tensione, lo stress del lavoro.

Si era rivolto dunque al comitato di zona che organizzava gli eventi e aveva insediato l’odiato palco per concerti e intrattenimento vari. L’accordo non era pertanto stato trovato e il palco era rimasto esattamente dove si trovava, con buona pace del titolare della struttura ricettiva. Era nato così un alterco con scambio di acide battute a seguito delle quali l’albergatore avrebbe detto che il comitato poteva fare ciò che voleva grazie alle amicizie nella polizia locale e conseguenti facilitazioni. Apriti cielo. La lite aveva avuto innumerevoli altri risvolti fino e la frase incriminata era giunta alle orecchie dei vertici della polizia locale che non ha accolto di buon grado la questione.

Una frase che era pertanto stata ritenuta diffamatoria dalla polizia locale che ha proceduto con una querela. La questione è finita davanti al giudice di pace e l’albergatore jesolano, difeso dall’avvocato Andrea Angeletti, è stato infine prosciolto. La decisione è stata assunta dal giudice perché in realtà non doveva essere la polizia locale con il suo comandante a dover presentare la querela, ma il Comune di Jesolo e quindi il sindaco, considerando la polizia municipale come organo dell’amministrazione comunale pertanto diffamata, ammesso che quella frase fosse stata pronunciata e in quei termini.

«È venuta a mancare il requisito fondamentale per la querela», ha commentato l’avvocato Angeletti, «perché la stessa doveva essere presentata dal sindaco di Jesolo in quanto ente di cui la polizia locale rappresenta un organo e non poteva presentare la denuncia per diffamazione». L’albergatore è stato dunque prosciolto e, trascorsi i tempi non potranno più essere presentate altre querele.

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