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I filoni d’indagine sono più di uno

CHIOGGIA. Nulla di ufficiale, ma pare che nelle ultime settimane le perquisizioni della Procura siano arrivate anche negli uffici di Aspo in Val da Rio per acquisire documentazione inerenti i...

CHIOGGIA. Nulla di ufficiale, ma pare che nelle ultime settimane le perquisizioni della Procura siano arrivate anche negli uffici di Aspo in Val da Rio per acquisire documentazione inerenti i numerosi esposti presentati sulla vicenda dei terreni e non solo. I filoni di indagine sono più di uno. Vi è la maxi inchiesta aperta dalla Procura di Venezia e affidata a un pool di quattro magistrati che ha già portato, a fine settembre, a un sequestro preventivo cautelare del varco di accesso al cantiere, poi dissequestrato su indicazione del Tribunale di Riesame. L’indagine della Procura sta proseguendo su più versanti dopo l’unificazione dei vari fascicoli aperti.

I magistrati hanno già ascoltato molte persone informate sui fatti. Vi è poi un’indagine aperta dalla Corte dei conti sugli aspetti più meramente contabili.

Tra queste quella della vicenda della gestione dei terreni di Punta Colombi. Le aree erano accatastate, e forse lo sono ancora, come agricole. Aspo ha contattato i singoli proprietari terrieri e ha utilizzando la procedura di esproprio per pubblica utilità, senza iscriverle al Demanio. Poi ha affittato le aree a Costa Bioenergie concordando un canone di locazione. Tutti questi passaggi sono stati oggetto di esposti e segnalazioni. (e.b.a.)