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«Costa devastata la diga non serve»

La preoccupazione degli operatori, il mare si è mangiato un chilometro di spiaggia dal Granso Stanco a Isola Verde

SOTTOMARINA. Devastata la costa nella zona sud di Sottomarina. Malgrado la presenza della diga soffolta, finita nella primavera del 2016, decine di metri di arenile sono stati spazzati via dalle mareggiate di lunedì e di ieri, sospinte da un forte vento di bora. Il mare è arrivato fino all’altezza dei chioschi a mare, superando le barriere e fermandosi a 10 metri dai portoni. L’erosione ha colpito tutta la zona sud, dal Granso Stanco ai campeggi, e Isola Verde, dove è stato azzerato l’intervento di ripascimento chiuso a settembre. Gli operatori, malgrado il maltempo incessante di ieri, si sono portati sulla spiaggia per la conta dei danni constatando che nulla è cambiato rispetto ai tempi in cui non esisteva la diga soffolta.

«Una grande amarezza», spiega Alessandro Boscolo Moretto, titolare del camping Miramare, «i livelli di erosione sono gli stessi del passato. L’acqua stanotte ha raggiunto i pozzetti dove d’estate sistemiamo il chioschetto, arrivando a 10 metri dal portone. Almeno un chilometro di spiaggia è stato spazzato via creando un nuovo scalino davanti agli stabilimenti».

La zona colpita è quella che dal Granso Stanco si estende verso il Brenta, dove appunto è stata realizzata la diga soffolta come strumento di difesa permanente della costa. Un intervento, costato oltre un milione di euro e inserito in un progetto più ampio che comprendeva anche il ripascimento iniziale, realizzato tra la primavera del 2015 e la primavera 2016, con una pausa durante la stagione estiva.

«La diga non è mai stata collaudata», spiega Moretto, «noi riteniamo che la sabbia portata a completamento del progetto non sia sufficiente e che vi siano dei correttivi da apportare. Quello che è certo è che così non funziona. Chiediamo una riunione urgente con i tecnici della Regione e con i progettisti per concordare un intervento correttivo che non può essere a carico degli operatori perché la struttura nasce per difendere la costa».

Drastica la situazione anche a Isola Verde dove gli interventi strutturali non sono ancora stati realizzati e dove si procede ogni anno con ripascimenti destinati a scomparire alla prima mareggiata.

«Siamo di fronte a evidenti paradossi», spiega Luciano Serafini, presidente di Cisa Camping, «a Isola Verde abbiamo avuto un ripascimento a stagione conclusa, spazzato via tra ieri e lunedì, e un intervento strutturale promesso, dopo anni, a ottobre e non ancora cantierato. A Sottomarina abbiamo una diga soffolta finita un anno fa e già con forti limiti di funzionalità. E’ evidente che gli operatori sono esasperati e si chiedono quali certezze ci siano per la difesa del litorale se nemmeno le opere strutturali studiate ad hoc non permettono di dormire sonni tranquilli. Chiediamo un summit urgente
con le autorità preposte».

Malgrado il maltempo e le previsioni di maree sostenute (picco di 115 centimetri alle 11.30 con un rialzo causato dal vento di bora) anche ieri il centro storico di Chioggia è rimasto all’asciutto grazie al Baby Mose.

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