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Caso Gpl a Chioggia, due nuovi indagati e perquisizioni

Iscritti nel registro l’ex presidente dell’Aspo e il fondatore di Socogas Renzo Zucchi e Giuseppe Fedalto, presidente della Camera di commercio

Chioggia, la lotta al deposito di Gpl diventa una canzone CHIOGGIA. Lo scrittore e musicista Ranjan Giacomo Spinadin ha messo in musica il "no" degli abitanti di Chioggia che da mesi sono mobilitati contro la realizzazione del mega deposito di Gpl. Ecco la sua canzone, mentre le indagini della Procura di Venezia proseguono con nuovi indagati: qui il punto dell'inchiesta.

CHIOGGIA. Indagati, perquisizioni e sequestri: virata alle indagini sul deposito Gpl di Val da Rio. La Procura della Repubblica di Venezia ha iscritto sul registro degli indagati Renzo Zucchi, fondatore di Socogas e amministratore unico di Costa Bioenergie dopo la morte, a metà ottobre in un incidente in moto, di Luca Moroni, contestandogli reati in materia edilizia, e Giuseppe Fedalto, attuale presidente della Camera di commercio di Venezia e Rovigo, in qualità di ex presidente di Aspo, per il quale l’ipotesi di reato è l’abusiva occupazione di spazio demaniale. Nel mirino della magistratura veneziana in questo caso c’è il cunicolo scavato nel 2012 sotto la banchina per il collegamento tra le navi gasiere e i bomboloni. Secondo la Procura, le autorizzazioni per questo intervento non sarebbero state complete.

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Le perquisizioni. I finanzieri hanno bussato ieri mattina alla sede della Socogas a Fidenza con il mandato di perquisizione firmato dal pm Massimo Michelozzi sul quale figurava anche il nome di Moroni, già indagato dalla Procura lagunare, la cui posizione è stata stralciata con il decesso. I militari hanno sequestrato numerosi file, portando via anche alcuni computer dagli uffici. Perquisizioni anche fra Venezia, Mestre, Marghera e Treviso, su mandato della pubblico ministero Francesca Crupi. I militari delle Fiamme gialle si sono presentati alle 7.30 a casa di Fedalto a Marghera, alla ricerca di documenti inerenti le questioni edilizie dell’impianto. Hanno passato stanza dopo stanza, non sequestrando nulla.

Subito dopo i finanzieri sono andati nelle sedi della Camera di commercio di Venezia e Mestre, negli uffici ora occupati da Fedalto, ma anche in quelli del segretario generale dell’ente camerale Roberto Crosta, destinatario della perquisizione (pur non essendo indagato) in qualità di direttore generale di Aspo. E ancora Fiamme Gialle a Treviso, nell’ufficio di Romano Tiozzo, ex sindaco ora segretario generale della Camera di commercio di Treviso e Belluno, all’epoca dirigente della Camera di commercio di Venezia con delega su Aspo, che aveva partecipato alle conferenze dei servizi a Roma, il 17 giugno 2014 e il 3 marzo 2015, in cui venne dato l’ok all’impianto di stoccaggio. A Tiozzo, che non è indagato, è stato sequestrato il tablet personale. Perquisito anche l’ingegner Pietro Boscolo, dirigente di Aspo, anch’egli non indagato. I finanzieri si sono presentati in mattinata al cantiere di Val da Rio, sempre alla ricerca di documentazione. È stato chiamato, in qualità di responsabile, il direttore dei lavori delle opere edili, Matteo Cuppoletti. Nulla risulta sequestrato, visto che nel cantiere non ci sono uffici.

Le contestazioni. A Fedalto la Procura lagunare - che sul caso Gpl ha istituito un pool con i pubblici ministeri Francesca Crupi, Roberto Terzo, Massimo Michelozzi e Antonia Sartori, con il coordinamento del procuratore reggente Adelchi d’Ippolito - contesta l’articolo 1161 del codice della navigazione sull’occupazione abusiva di spazio demaniale per i lavori del 2012 relativi al cunicolo scavato sotto alla banchina, già oggetto di un sequestro preventivo da parte dell’autorità giudiziaria.

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