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Addio a Gentilin, fermò un toro a mani nude

Oggi i funerali dell’ex vigile urbano che nel 1962 a Padova bloccò un bovino imbizzarrito

DOLO. Fermare un toro con le mani. Lui lo aveva fatto. Si svolgerà oggi alle 15 nel duomo di San Rocco a Dolo, il funerale di Armando Gentilin, morto domenica all’età di 81 anni.

Dolese doc, ha prestato servizio per decenni come vigile urbano a Padova raggiungendo il grado di brigadiere. Armando Gentilin era diventato famoso perché nel 1962, mentre era in servizio di sabato mattina nella zona di Prato della Valle e del Foro Boario, aveva visto la folla che scappava inseguita da un toro imbizzarrito che era scappato dal mercato che per l’occasione ospitava anche bovini, suini e altri animali da cortile.

Lui lo aveva affrontato a mani nude. Bloccandolo. Armando ricordava sempre con il sorriso quella vicenda se qualcuno gli chiedeva di raccontarla.

Il toro, uno splendido esemplare di colore bianco, era scappato e aveva travolto i banchi del mercato fortunatamente non colpendo nessuna persona.

L’animale aveva quindi cominciato a girare furioso per Prato della Valle e si era diretto verso Gentilin che con grande coraggio aveva deciso di intervenire riuscendo ad abbrancare la corda che era fissata tra le due corna del toro ed a fermarlo dopo esser stato trascinato per terra.

Per quella impresa Armando Gentilin era stato premiato nel 2012 in Comune a Dolo: «Per l’amore dimostrato nei confronti del proprio Paese, per il senso civico che ha caratterizzato la sua vita».

Armando stato anche il fondatore dell’associazione vigili in quiescenza e aveva sempre partecipato a tutti gli eventi e le manifestazioni che si svolgevano a Dolo. Tutti lo ricordano come una persona semplice, buona, disponibile e generosa. Altra sua grande passione era il calcio e il “suo” Dolo tanto che aveva fatto anche parte del “Club Biancogranata”.

Armando Gentilin, lascia la moglie Silvana, e le figlie Marina, Carla e Michela.

Giacomo Piran