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«A disposizione dei magistrati»

L’ex primo cittadino chiarisce: sono solo una persona informata sui fatti

CHIOGGIA. «Sono a disposizione della Procura per tutte le informazioni che possono essere utili a chiarire la situazione». A parlare, per la prima volta dopo due anni in cui quasi quotidianamente si scrive del deposito gpl di Punta Colombi, è l’ex sindaco Romano Tiozzo (oggi segretario generale della Camera di commercio di Treviso e Belluno) a cui ieri gli inquirenti hanno disposto il sequestro del tablet alla ricerca di informazioni utili sui terreni che Aspo ha affittato a Costa Bioenergie. L’ipotesi di reato su cui la Procura di Venezia sta indagando è occupazione di demanio pubblico.

«Mi è stato chiesto di consegnare il mio tablet agli agenti dell’ufficio inquirente della Procura di Venezia, inizia Romano Tiozzo, «e così ho fatto. Mi è stato spiegato che si sta indagando in merito a una presunta violazione dell’articolo 1164 del Codice della navigazione, all’interno dell’inchiesta aperta sul deposito di gpl di Punta Colombi. Si stanno facendo delle verifiche sui terreni in cui sorge l’impianto per occupazione di demanio pubblico». «Non sono indagato», continua Tiozzo, «lo premetto. Sono una persona informata sui fatti in qualità di dirigente della Camera di commercio di Venezia».

«Gli esposti in Procura stanno dando i loro risultati». I commenti dell’amministrazione, del comitato No Gpl e dell’ex sindaco Giuseppe Casson sono sulla stessa linea.

«Siamo certi che le indagini della Procura stiano andando nella giusta direzione», spiega Roberto Rossi, presidente del comitato, «sulla gestione del terreni da parte di Aspo abbiamo presentato un esposto alla Corte dei conti perché ci sono molti aspetti che ci lasciano perplessi. Aspo ha espropriato terreni privati agricoli, utilizzando fondi pubblici, senza mai classificarli nelle aree demaniali e assegnandoli poi con una procedura privata».

Sulle stessi basi ha presentato un esposto anche l’amministrazione comunale. «Uno dei punti più oscuri», spiega il vicesindaco, Marco Veronese, «è proprio quello dell’utilizzo dei terreni. Avevamo anche contattato un legale esperto in diritto marittimo per approfondire questa vicenda che abbiamo segnalato in un esposto». Anche l’ex sindaco, Giuseppe Casson, si ritiene uno degli artefici delle indagini aperte.
«Ho presentato quattro esposti», spiega l’ex primo cittadino, «uno di questi, particolarmente dettagliato con oltre 100 pagine scritte di mio pugno, l’ho inviato alla Corte dei conti per segnalare alcune anomalie nella gestione dei terreni».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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