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Uffici del giudice di pace nel caos Arrivano gli ispettori da Roma

Chioggia. Visita il 14 novembre dei funzionari del ministero dopo le denunce sulla carenza di organico L’avvocato Anna Berto: «Stiamo organizzando una manifestazione perché la situazione è disperata»

CHIOGGIA. Ispezione ministeriale negli uffici del giudice di pace. Il 14 novembre il presidio di giustizia sarà “controllato” dagli ispettori del ministero e serpeggia il timore che le carenze di organico possano compromettere l’esito della visita.

Per accendere i riflettori sulla situazione, che continua a essere drammatica con un solo cancelliere e centinaia di cause in attesa, la Camera degli avvocati di Chioggia sta pensando di organizzare delle iniziative pubbliche. L’ufficio del giudice di pace da mesi sta rischiando la paralisi a causa dell’insufficienza di organico. Dopo il trasferimento dei due amministrativi, che avevano tentato il ricorso per adeguare il loro contratto a quello di cancelliere senza buon esito, l’ufficio è rimasto con una sola cancelliera. In caso di malattia, come è successo tre settimane fa, l’ufficio si blocca, le cause vengono rimandate slittando anche di un mese perché il giudice onorario presiede l’ufficio di Chioggia solo un paio di volte al mese, un giorno per le cause civili e uno per quelle penali. Il prossimo 16 novembre, proprio a causa del rinvio delle 35 cause di ottobre, il calendario riporta 80 udienze per parte delle quali è facile supporre un ulteriore slittamento con caos e tensioni tra persone coinvolte. Altrettanto calda sarà la giornata del 14 con l’ispezione ministeriale.

Si tratta di un controllo di routine, che periodicamente viene fatto su tutti i presidi di giustizia, ma gli addetti ai lavori temono che possa scoperchiare il vaso di Pandora. Gli ispettori si ritroveranno con gli uffici sguarniti di personale e montagne di faldoni di cause che attendono di essere discusse. Sul fronte amministrativo la soluzione non è ancora stata trovata. Il sindaco Alessandro Ferro sta seguendo la vicenda personalmente nel tentativo, disperato, di trovare qualche dipendente comunale che accetti il trasferimento pur senza incentivi economici. Una ricerca che finora non ha dato esiti. «Rimaniamo allibiti da come l’amministrazione sta affrontando il problema», commenta la presidente della Camera degli avvocati, Anna Berto, «Non ci pare che siano state tentate tutte le strade possibili e ci risulta strano che una giunta attenda suggerimenti da altri su come risolvere un problema di questo tipo. Siamo convinti che non si possa rinunciare a un presidio di giustizia fondamentale per il territorio». Stasera il direttivo della Camera degli avvocati si riunirà di nuovo per analizzare la situazione e decidere quali azioni intraprendere.
«Non staremo fermi a attendere gli eventi», spiega la Berto, «vogliamo organizzare qualche manifestazione coinvolgendo la popolazione e le categorie economiche che siamo sicure non vogliano perdere un ulteriore servizio fondamentale per la città».

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