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Passante verde, stanziati 3,7 milioni

I primi cinquemila alberi su 7 ettari di Cav, ma per arrivare a 400 vanno coinvolte le aziende agricole

Il piccolo platano piantato ieri mattina a Mirano, nei 7 mila metri quadrati tra le vie Caltana e Vetrego è il primo dei 5 mila alberi del Passante verde: fasce alberate a ridosso dei 32 chilometri dell’A4 - Passante di Mestre.

Nel prossimo mese troveranno casa tra Mirano, Spinea (località Villafranca) e Mogliano Veneto (a Campocroce e all’innesto A57-A27) per un totale di circa 7 ettari, già di proprietà di Cav, la società di gestione del Passante. «Un primo passo per un intervento che noi consideriamo una vera e propria vera infrastruttura», spiega il presidente di Cav, Luisa Serato, davanti al ramoscello di platano che nell’arco di 3-4 anni dovrebbe raggiungere i 5 metri d’altezza, sempre che non sia così sfortunato di essere parte di quel 10% che, di norma, rinsecchisce prima di diventare grande. Se a Mirano e a Mogliano gli alberi serviranno esclusivamente a realizzare una barriera verde contro il rumore e lo smog del traffico - in aumento del 4% nell’ultimo anno - a Spinea sarà sperimentato un intervento a moduli, con carpini, rubine e salici, che potenzialmente potrebbe essere esteso ai 400 ettari lungo i due lati, 40 metri per lato, del Passante, terreni che oggi sono di proprietà degli agricoltori. I campi di mais e soia dovrebbero lasciare il posto quindi a interventi di forestazione, con la possibilità per gli agricoltori di commercializzare il cippato, ad esempio per la biomassa. È questa la vera sfida per realizzare, davvero, un’infrastruttura verde che potrebbe fare del Passante Verde un esempio virtuoso. Questo primo piccolo intervento è costato 50 mila euro ma nel bilancio di Cav ci sono 3,7 milioni di euro per l’acquisto e la messa a dimora delle piante, somma che non comprende l’indennizzo che gli agricoltori che aderiranno al progetto prenderanno da Cav per prendersi cura delle aree. Il nuovo reddito delle aziende agricole infatti dovrebbe arrivare in parte dal canone pagato da Cav, e in parte dalla messa a reddito del legname. La disponibilità delle associazioni di categoria è totale, come hanno assicurato ieri i vertici di Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Dalla comunione di intenti bisognerà ora passare ai fatti, con la stipula di una convenzione che, come sottolinea Flavio Tomaello, di Confagricoltura, «dovrà mettere in chiaro le cose: chi fa cosa, e quale sarà il reddito degli agricoltori che aderiranno all’iniziativa». I timori di molti agricoltori, ora superati, riguardavano il rischio di perdere i contributi che con la Pac (Politica agricola comunitaria) arrivano da Bruxelles. Contributi che invece sarebbero confermati per un intervento di questo tipo. «Sono sicuro», dice Jacopo Giraldo, presidente della Coldiretti «che l’accordo sarà trovato perché c’è la volontà di Cav, e c’è quella dei nostro associati». Soddisfatti i sindaci di Mirano, Maria Rosa Pavanello, e Spinea, Silvano Checchin, anche se nel suo
caso «resta l’amarezza per il patto che il progetto potrà riguardare solo in minima parte Spinea, data la mancanza di terreni disponibili». Per questo Comune e Cav stanno ragionando su altre aree, anche se non proprio vicine al Passante, di rimboscare.

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