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Moduli verdi, reddito dal legname

L’intervento di Spinea per convincere i coltivatori lungo il tracciato

La piantumazione di alberi e piante iniziata ieri e che si concluderà nell’arco di un mese riguarda 5 mila piante, che si aggiungono a quelle già piantate negli anni precedenti. Quasi 7 mila alberi, 20 mila arbusti che valgono - secondo le elaborazioni di Cav - 3.263,22 tonnellate di Pm10 assorbite ogni anno. L’intervento principale, soprattutto in vista del futuro, è quello che verrà realizzato a Spinea, sul modello di quanto realizzato a Mogliano nell’azienda pilota Diana, di Veneto Strade, partner dell’iniziativa. A Spinea saranno realizzati dei moduli verdi: all’esterno ci saranno alberi ad alto fusto come querce, frassini o pioppi. All’interno filari di piante da taglio: carpino bianco, platano, robinia e altre. Il margine della fascia boscata sarà poi costituito da piante come sambuco, sanguinella, frangola, ligustrello e acero campestre. La gestione delle aree verdi, con una sorta di affitto pagato da Cav, e l’utilizzo del legno della fascia interna, dovrebbe garantire il reddito agli agricoltori che decideranno di sostituire il mais con gli alberi. Fra i vantaggi per i proprietari ci sono il mantenimento del requisito di “coltivatore” e, di conseguenza, la possibilità di mantenere i contributi dell’Unione Europea attraverso i fondi previsti dalla Politica agricola comune. Strada percorribile alla luce della definizione di “bosco” ceduo – con caratteristiche di produzione di materiale legnoso – anziché di “foresta”: resta, insomma, la caratteristica della coltivazione. Alcuni incontri con le categorie ci sono già stati, ora si tratta di chiudere il cerchio. (f.fur.)