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«Vietiamo la concessione di spazi a fascisti e razzisti»

CAMPONOGARA . Una mozione per vietare le concessioni di spazi comunali a organizzazioni neo fasciste, xenofobe e che veicolano messaggi razzisti e discriminatori. Stavolta però, la mozione pronta a...

CAMPONOGARA . Una mozione per vietare le concessioni di spazi comunali a organizzazioni neo fasciste, xenofobe e che veicolano messaggi razzisti e discriminatori. Stavolta però, la mozione pronta a trasformarsi in ordine del giorno, non arriva da Mpd come a Mira, ma dal consigliere di centrodestra l’avvocato Pascale De Falco. La mozione pensata insieme all’Anpi (Associazione Partigiani) impegnerebbe la giunta e il sindaco, se approvata, ad “adottare misure, principalmente di tipo regolamentare, che consentano di non autorizzare l’occupazione degli spazi pubblici, per conferenze, incontri e simili, alle organizzazioni ed associazioni che direttamente si richiamano all’ideologia, ai linguaggi e rituali fascisti, alla sua simbologia, e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale verificati a livello statutario (o che hanno ricevuto sentenze in giudicato che riconoscevano la natura fascista o razziale)».

Si propone l’adozione di disposizioni che prevedano che sia rilasciata l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico «solo previa sottoscrizione di una dichiarazione di rispetto dei principi della Costituzione, secondo cui “è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista” , il rispetto della legge 20 giugno 1952, n° 645, nota come Legge “Scelba” e della legge 25 giugno 1993, n° 205 nota come legge “Mancino” . «Io non ho», spiega De Falco, «preclusioni di alcun genere e credo che i valori dell’antirazzismo e l’antifascismo e il rispetto delle leggi siano fondanti del nostro ordine costituzionale». Il sindaco di centrosinistra Giampietro Menin spiega che farà avere la risposta a De Falco durante il consiglio comunale del prossimo 9 novembre. «Ritengo quello sollevato un tema serio», spiega Menin, «che non può essere strumentalizzato». (a.ab.)