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Neonata trovata morta: si cerca la mamma in tutto il Nord

I carabinieri cercano testimoni. SI vaglia nel mondo della prostituzione e della clandestinità, ma  non è esclusa la gravidanza indesiderata

MUSILE. Il cadavere di una neonata gettato tra i rifiuti e scoperto dagli operai che si occupano di differenziare il vetro dagli altri scarti, in una ditta di Musile di Piave. Il cadavere di una bambina con un pezzo di cordone ombelicale ancora attaccato. Resti sui quali i carabinieri stanno indagando per risalire a chi lo ha gettato col sacchetto del rifiuto secco. Per ora non c’è una pista precisa. Anche perché i rifiuti del cumulo dove è stato trovato il corpo provengono da Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Tutte le ipotesi sono possibili: una gravidanza nascosta, una donna clandestina o una prostituta. Difficile immaginare che si tratti di una persona con la possibilità di accedere a strutture sanitarie ufficiali.

Una prima indicazione ai carabinieri che si stanno occupando del caso può venire dalla “lettura” dei rifiuti. Di quelli in mezzo ai quali è stato trovato il corpo. Questi potrebbero fornire elementi per indicarne la provenienza. Il lavoro per gli investigatori dell’Arma non è facile. Anzi. Due le cose certe per ora: si tratta di una bambina partorita e non è un feto. Per il momento non è possibile, forse non lo sarà mai, stabilire se la piccola è nata morta o è morta quando è stata infilata nel sacchetto.

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Il corpicino è stato trovato in un cumulo di rifiuti arrivati giovedì 2 novembre, due giorni prima della macabra scoperta. Si tratta di materiale raccolto in tre regioni nei giorni precedenti a quella data. In mezzo a quei sacchetti si cercano indizi per stabilire la provenienza del sacchetto con i resti della piccola: un’etichetta, uno scontrino, una confezione di cartone con il nome di un negozio. Una volta individuata la zona i militari inizieranno a verificare negli ospedali o negli ambulatori privati o dai singoli medici se una donna si è presentata con problemi che possono essere successivi a un parto. Ma gli investigatori ci sperano poco in una situazione del genere. È più probabile che il tutto sia avvenuto in maniera clandestina e che la donna non sia ricorsa, alle cure di strutture sanitarie. La ricerca, quindi, si sposterebbe nel mondo della clandestinità o della prostituzione. Dal comando di Venezia invitano le persone che hanno assistito a fatti strani o a comportamenti anomali accanto ai cassonetti dei rifiuti, di segnalare al 112, quanto visto.



 

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