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Comitatone, domani giorno della verità

Riunione a Roma per spostare le grandi navi a Porto Marghera. La Duferco (Terminal del Lido) minaccia il ricorso

Sarà domani il giorno della verità per la questione grandi navi a Venezia. Al ministero delle Infrastrutture, presieduto per delega del premier Paolo Gentiloni dallo stesso ministro titolare del dicastero Graziano Delrio, si riunirà infatti finalmente il Comitatone, che avrà come “piatto forte” proprio la decisione del governo sul tracciato alternativo delle navi da crociera da San Marco. Il fatto che sia lo stesso Delrio a presiederlo è già un’indicazione sul fatto che il progetto sarà quello indicato dal ministro delle Infrastrutture senza una decisione concordata in precedenza con gli altri due ministri che hanno voce in capitolo sulla questione, quello dei Beni culturali Dario Franceschini e quello dell’Ambiente Gianluca Galletti.

E l’atteggiamento che assumeranno i due ministri darà anche un’indicazione sul grado di consenso della soluzione individuata. La soluzione è quella di Marghera. Le navi arriveranno in Marittima passando per la bocca di porto di Malamocco e il canale dei Petroli. Sarà creato un nuovo terminal nell’ex zona Industriale, nel canale Industriale Nord. Soluzione appoggiata dall’Autorità portuale, dagli industriali e dal Comune di Venezia, con il sindaco Luigi Brugnaro. Non condivisa dai sindacati, che temono si vada così a penalizzare il traffico commerciale. E nemmeno dai comitati. Ci sarà però una soluzione intermedia, che prevede lo scavo del canale Vittorio Emanuele, per consentire alle grandi navi di arrivare comunque in Marittima, che - con lo scalo crocieristico di Marghera funzionante - dovrebbe essere riservata solo alle navi più piccole. Non sarà però una passeggiata, anche perché al tavolo dovrà comunque essere affrontata anche la questione dell’altro progetto alternativo, l’unico che ha superato - sia pure con prescrizioni - fino ad oggi il giudizio della commissione di Valutazione d’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente. È il Venise Cruise 2. 0, che prevede un nuovo terminal in mare a Cavallino.

I proponenti - la società Duferco e quella dell’ex viceministro e vicesindaco di Venezia Cesare De Piccoli - hanno inviato un’istanza urgente a Delrio e al premier Gentiloni, affinché in questa fase istruttoria insieme agli altri progetti sia valutato anche questo. Si minaccia, in caso contrario, un ricorso al Tar per bloccare la procedura. Il Comitatone dovrà essere anche l’occasione per sbloccare i fondi e per riconoscere la specialità di Venezia e dei Comuni di gronda lagunare come Chioggia e Cavallino. La dotazione complessiva prevista dalla legge di bilancio 2016 è di 5 milioni per il 2017 e 10 milioni dal 2017 al 2022, integrati per il 2017 di 4, 5 milioni con legge di bilancio 2017. Quindi complessivamente per il 2017 si tratterebbe di circa 14,5 milioni e complessivamente fino al 2022 circa 69,5 milioni.

Starà appunto al Comitato interministeriale stabilire la ripartizione delle somme. Il Comune ha bisogno del Comitatone per distribuire, come prevede la Legge speciale, i fondi previsti dalla Legge di stabilità. Cinquanta milioni di euro dal Patto per Venezia per la manutenzione della città, più altri 221 milioni che potrebbero arrivare per concludere i lavori del Mose, come richiesto anche dal Provveditorato alle Opere Pubbliche. (e. t.)

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