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Trasporti, caos quotidiano troppi turisti e mezzi pieni

Ennesima giornata-incubo per i passeggeri e da domani scatta l’orario invernale Sfogo di Seno (Avm): «Incolpati noi, ma nessuno si batte per limitare il turismo» 

Per Venezia è stata un’altra “ordinaria” giornata di caos trasporti, con imbarcaderi e battelli Actv presi d’assalto da un numero impressionante di turisti che sembrano non dare mai tregua alla città: una pressione che forse solo la pioggia annunciata per oggi contribuirà ad alleggerire. La cronaca racconta – ancora una volta - di lunghe attese agli imbarcaderi, tensioni crescenti tra i veneziani impossibilitati a muoversi nella loro quotidianità, nonostante Actv abbia messo in acqua tutti i mezzi a disposizione. I battelli straripano. Tant’è, da domani la situazione potrebbe appesantirsi ulteriormente, con il ritorno degli orari invernali e i conseguenti tagli di corse e linee.

«Sicuramente d'inverno ci saranno meno turisti» dirà chi ci amministra «e sicuramente azienda e Comune risparmieranno sul costo del personale, recuperando equipaggi in termine numerico», protesta Alberto Cancian, pilota Actv e iscritto Usb, «ma la sicurezza nel lavoro e la tutela della città devono essere priorità ben più importanti: tenendo conto che la Biennale chiude a fine novembre, tenendo conto che fra poco inizieranno i movimenti natalizi, tenendo conto che anche d'inverno non si ferma l'attività del sempre più crescente numero di posti letto destinati al turismo, sia nella città storica, sia in quella di terraferma. Chiediamo che questa amministrazione tenga presente il grido di allarme che noi lavoratori Actv lanciamo».

C’è da segnalare l’irrituale sfogo su Facebook del direttore generale di Avm Giovanni Seno, che sulla situazione difficile del trasporto pubblico per la pressione turistica, se la prende anche con i veneziani. «Rispetto profondamente i veneziani», scrive Seno, «comprendo le loro difficoltà ed esigenze, mi infastidisco però difronte al fatto che per loro volontà (...) si sono fatti travolgere dalla ricchezza che il turismo portava ed ora si lamentano degli spiacevoli effetti collaterali e accusano gli altri di non essere in grado di risolvere le questioni con la bacchetta magica. Cosa dovremmo fare? Mettere il triplo delle biglietterie e dei mezzi? E dove? Su pontili più grandi ? E poi chi convince la Sovrintendenza che per migliorare definitivamente i trasporti dobbiamo deturpare definitivamente la città? O intasare definitivamente canali, rii e spazi acquei in genere? Mah, questa città è bulimica di turismo e di servizi correlati... però nel passato nessuno ha avuto il coraggio di raccogliere
firme per fermare questa follia...Ciò implica scontentare categorie economiche, perdere consensi (....) allora si prende la comoda strada di incolpare Actv, i suoi dipendenti, l’ultima amministrazione, qualunque essa sia». (r.d.r. - e.t.)

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