Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Michielli: «Il danno d’immagine durerà ancora per molti anni»

BIBIONE. Ha trascorso giorni difficili, forse i più difficili da quando è presidente di Confturismo del Veneto, anche perché suo malgrado si è trovato direttamente chiamato in causa. Ne è uscito...

BIBIONE. Ha trascorso giorni difficili, forse i più difficili da quando è presidente di Confturismo del Veneto, anche perché suo malgrado si è trovato direttamente chiamato in causa. Ne è uscito fuori mantenendo i nervi saldi; ma ha sofferto anche lui, poiché opera proprio a Bibione come albergatore e il ritorno di immagine è stato particolarmente negativo, in tutta questa terribile storia.

La morte della piccola Sofia è stato un evento straziante, che ha messo a dura prova tutti gli operatori turistici, già stressati per le problematiche più disparate. Divisi poi tra il dolore per la dipartita di una piccola ospite e la capacità di dover infondere ottimismo tra i clienti, anche loro un po’sospettosi, almeno inizialmente.

La tempesta è passata, ma intanto l’estate è finita e non si può rimediare. Marco Michielli commenta con soddisfazione l’esito del lavoro della magistratura di Trento, che scagiona completamente la località di Bibione da quelle teorie che indicavano, senza prova alcuna, la presenza di zanzare che veicolavano la malaria.

Sono trascorse molte settimane da quei giorni tumultuosi e sembra arrivato il momento in cui si è fatta definitivamente chiarezza. Cosa prova?

«Angoscia e dolore, per la sorte della piccola Sofia. Vede, non dobbiamo dimenticare che il nocciolo della notizia è la morte di una bambina che era stata ospite di un camping di Bibione. Rinnovo i miei sentimenti di cordoglio per la scomparsa della piccola ai genitori e a tutta la sua famiglia. Il resto viene dopo».

E in questo “dopo” sospirato da lei, presidente, si intuisce molta delusione. Cosa l’ha amareggiata maggiormente?

«La superficialità con la quale alcuni media nazionali hanno affrontato l’argomento, tralasciando anche ciò che si scriveva sui social. Hanno colpevolizzato Bibione. Ci hanno messo in croce. Bene invece i media locali che hanno dato il giusto rilievo, calandosi anche nei nostri panni, ma soprattutto garantendo un’informazione adeguata sul flebile nesso tra la malattia che ha ucciso la bambina e le nostre località».

Potrebbero esserci i presupposti per sconfinare nel penale? Bibione può chiedere i danni per procurato allarme?

«Questo non si può sapere a distanza di qualche mese. Di sicuro i media fuori controllo hanno creato allarme ingiustificato, hanno commesso errori madornali, con una faciloneria inaccettabile. I turisti hanno avuto paura a venire da noi. Assurdo. Hanno fatto un danno enorme verso coloro che hanno prenotato la vacanza e a chi la stava trascorrendo proprio in quel periodo. Di conseguenza, ci abbiamo rimesso tutti».

Per piacere, ci può quantificare in termini di denaro i danni che può aver subito Bibione per questi allarmi ingiustificati, come li definisce lei?

«È impossibile da quantificare. Siamo nel giro di migliaia e migliaia di euro di danni. Tra mancate prenotazioni e disdette. Ma c’è persino un aspetto peggiore».

Quale?

«Questa vicenda non verrà dimenticata in breve tempo. Il danno di immagine per la nostra località, a seguito dell’accostamento tra Bibione e la malaria, durerà anni».

È pessimista.

«Il nesso tra la malattia che ha colpito la bambina e con la vacanza trascorsa a Bibione e le prime cure all’ospedale di Portogruaro per altri problemi di salute, era talmente incidentale che non meritavamo questa gogna».

Cosa si sente di aggiungere, rivolgendosi a chi gestisce il mondo dell’informazione?

«Ognuno deve saper fare bene il proprio mestiere. Nei nostri confronti è stato fatto del terrorismo, mi creda».

Cosa ci insegna nel complesso questa storia?

«Che dobbiamo anche avere più fiducia in noi stessi e in chi opera nel nostro territorio. Hanno massacrato una delle strutture d’eccellenza della ricettività non solo in Italia, ma in tutta Europa. Il titolare è tra i migliori operatori turistici che io conosca. Per questo io sono ancora arrabbiato con quei media nazionali che non hanno saputo evitare di mettere in discussione la nostra località turistica e le nostre strutture mediche. Alla fine la verità è venuta a galla. A dire il vero sarebbe dovuta emergere molto prima. Ci accontentiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA